Quando la morte incontra l’AI: chi eredita i nostri account, dati e “anima” digitale?

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(Adnkronos) – Cosa succede quando la morte incontra la tecnologia digitale? Chi può entrare nella nostra posta elettronica quando non ci saremo più? Che fine fanno fotografie, documenti, account cloud e profili social? Non abbiamo più dischi o libri da lasciare in eredità, i nostri figli ci conosceranno attraverso playlist ed ebook? E soprattutto: che cosa succede se con i dati, la voce e l’immagine raccolti durante una vita si crea un avatar capace di continuare a parlare con chi resta?
Nel 2025, in un tribunale dell’Arizona, la famiglia di Christopher Pelkey, ucciso in una lite stradale, ha utilizzato l’AI per ricrearne volto e voce e fargli pronunciare un victim impact statement davanti al giudice che stava per condannare l’uomo responsabile della sua morte. Le parole, tra l’altro, non erano mai state pronunciate da Pelkey: le aveva scritte la sorella, immaginando ciò che lui avrebbe detto. In Cina la digital resurrection è un fenomeno soprattutto commerciale: si ricostruiscono persone morte a partire da fotografie, registrazioni vocali e altri dati, creando avatar interattivi.
Sono alcuni dei temi al centro del convegno che il 30 settembre e il primo ottobre inaugura a Roma il . L’appuntamento si tiene nella sede di Piazza Santi Apostoli 49 e può essere seguito anche online, . La seconda giornata sarà dedicata alla public lecture di Andrea Lavazza, professore di Filosofia morale .
Il progetto prova a superare i confini tra discipline, secondo una visione cara al rettore Pierpaolo Limone, che aprirà l’evento. Al tavolo ci saranno giuristi, filosofi, economisti, studiosi delle scienze sociali e specialisti delle tecnologie dell’informazione. Dopo l’introduzione del rettore Pierpaolo Limone, sarà il turno di professori italiani come Vincenzo Zeno-Zencovich e Anna Chimenti, e docenti da Atene, Lille, Kyiv, Maastricht, Oxford, Madrid, Londra, Edinburgo.
A dirigere il nuovo Centro è Valeria Confortini, professoressa ordinaria di diritto privato all’Università Pegaso, che spiega all’Adnkronos perché il problema dell’“eredità digitale” riguarda decisioni che, spesso senza saperlo, stiamo già prendendo oggi.
Che succede quando la morte incontra la tecnologia digitale?
“La crescente digitalizzazione della nostra vita comincia a mettere in discussione alcuni dei capisaldi tradizionali del diritto delle successioni. Nascono problemi di accesso agli account, ai dati e ai beni delle persone decedute, ma anche questioni nuove legate alla protezione della privacy dopo la morte. E poi sta emergendo un fenomeno completamente nuovo: l’utilizzo dell’AI per replicare la personalità di persone defunte, creando avatar capaci di interagire con chi è rimasto”.
Non stiamo quindi parlando soltanto di recuperare le fotografie da un cloud o di chiudere un profilo social. Potremmo lasciare dopo di noi una sorta di copia digitale di noi stessi.

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