Milano, 28 set. (Adnkronos/Labitalia) – “Per l’intelligenza artificiale servono nuove regole, ma queste nuove regole devono avere una visione dietro e quella visione deve portare la persona al centro del progetto e dell’attenzione”.
Lo ha detto Giuseppe Tango, magistrato della Sezione Lavoro del Tribunale di Palermo e presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), oggi a Milano nel corso dell’incontro ‘L’Impresa nell’Era dell’AI. Imprese, istituzioni ed esperti per un’innovazione responsabile’, in occasione della presentazione dell’Osservatorio AI UniEticpmi.
“Il diritto del lavoro – prosegue Tango – è destinato a seguire, o per meglio dire inseguire, il cambiamento organizzativo che a sua volta si situa a valle del progresso tecnologico. L’intelligenza artificiale è riuscita, in un brevissimo lasso di tempo, a imporsi come strumento utilizzato trasversalmente, non soltanto nelle ormai note piattaforme digitali, ma anche nelle lavorazioni più classiche. Questo fa sì che l’intelligenza artificiale sia diventata uno strumento che non si è allontanato dal consolidato paradigma di cui ho detto e che pone nuove sfide e, probabilmente, una legislazione adeguata. Una regolamentazione del fenomeno sempre più centrata potrebbe essere la soluzione, unitamente alla salvaguardia di quella riserva di umanità”.



