Salute: diabete tipo 2, conferme per monitoraggio continuo glucosio ma accesso disomogeneo

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Roma, 28 set. (Adnkronos Salute) – Sempre più centrale nel dibattito scientifico sul diabete di tipo 2 è il ruolo del monitoraggio continuo del glucosio (Continuous Glucose Monitoring, Cgm) nella gestione della patologia e la necessità di rendere l’accesso a queste tecnologie più omogeneo sul territorio nazionale. In occasione del 62.simo Congresso annuale della European Association for the Study of Diabetes (Easd), in corso a Milano, Abbott, in una nota sottolinea che “le evidenze a supporto del monitoraggio continuo del glucosio sono oggi sempre più solide e trovano conferma non solo negli studi clinici randomizzati, ma anche nei dati raccolti nella pratica clinica quotidiana. Mentre il consenso della comunità scientifica sul valore clinico del Cgm cresce, resta però aperta una sfida concreta: superare le differenze regionali e garantire un accesso più equo e uniforme a queste tecnologie”.

Nuove evidenze real-world presentate in occasione del Congresso Easd si aggiungono al crescente corpus di dati a supporto del monitoraggio continuo del glucosio nelle persone con diabete di tipo 2 trattate con insulina basale. I risultati hanno mostrato che l’utilizzo del Cgm, inclusa la tecnologia Libre, è stato associato a un rischio di morte inferiore del 45% a 12 mesi e del 36% a 24 mesi, oltre che a una riduzione delle complicanze cardiovascolari, inclusi gli eventi ricorrenti. Si tratta delle prime evidenze che mostrano un’associazione tra l’utilizzo del CGM e un minor rischio di morte nelle persone con diabete di tipo 2 trattate con insulina basale. Questi risultati – riferisce la nota- provengono da un ampio studio real-world condotto negli Stati Uniti che ha valutato gli outcome a lungo termine in quasi 28mila adulti con diabete di tipo 2 in terapia con insulina basale, confrontando circa 14mila utilizzatori di sistemi Cgm con altrettante persone che non utilizzavano il monitoraggio continuo. Attraverso un approccio di target trial emulation, una metodologia real-world progettata per riprodurre il più possibile le caratteristiche di uno studio clinico randomizzato, i ricercatori hanno effettuato il matching delle due coorti sulla base di 29 caratteristiche iniziali.

Oltre a queste nuove evidenze real-world, i risultati dello studio multicentrico randomizzato FreeDM2 hanno mostrato che “l’impiego della tecnologia Abbott Libre per il monitoraggio continuo del glucosio contribuisce a un miglioramento significativo del controllo glicemico rispetto al tradizionale automonitoraggio della glicemia mediante puntura del dito”. Lo studio è stato condotto in 24 centri del Regno Unito su 303 persone con diabete di tipo 2 in terapia con insulina basale.

Dopo 4 mesi, i partecipanti hanno mostrato una riduzione dell’HbA1c dello 0,6%, hanno trascorso circa 2,5 ore in più al giorno nell’intervallo glicemico ottimale e hanno potuto prendere decisioni quotidiane più informate grazie alla disponibilità dei dati del glucosio in tempo reale. I partecipanti allo studio – precisa la nota – utilizzavano insulina basale una volta al giorno e un inibitore Sglt2 o un agonista del recettore Glp‑1, evidenziando come il monitoraggio in tempo reale del glucosio offra benefici significativi anche per chi è già in terapia con farmaci avanzati e non utilizza insulina rapida o sulfoniluree per la riduzione della glicemia.

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