Imprese, Logista: il fumo tradizionale cala al 70%, allarme sulle regole Ue

88

Roma, 17 set.(Adnkronos) – Pur mantenendo una posizione dominante, i prodotti tradizionali come sigarette, sigari e tabacco trinciato, vedono ridursi la propria quota di mercato al 70% in termini di volumi distribuiti , rispetto all’85% del 2019. È la fotografia scattata dal Rapporto sulla distribuzione dei prodotti da fumo e non da fumo 2026, presentato a Roma da Logista in partnership con Fondazione Tor Vergata in occasione dell’evento ‘Logistica e distribuzione al servizio del Paese’. A trainare il cambiamento sono soprattutto i prodotti di nuova generazione senza combustione (ad es. HTP – Heated tobacco products). È quanto si legge in una nota di Logista, secondo la quale questi prodotti rappresentano la novità più significativa degli ultimi anni arrivando quasi al 20% nel 2025.
Nonostante la flessione delle sigarette tradizionali, il mercato complessivo cresce da 18,5 miliardi di euro nel 2019 a quasi 22 miliardi di euro nel 2025. Il calo dei consumi di sigarette è infatti accompagnato dal passaggio dei fumatori verso prodotti innovativi. La crescita di fatturato dei prodotti senza combustione è trainata dall’espansione dei volumi e dalla conversione dei consumatori, mentre la riduzione delle sigarette risulta quasi interamente compensata dall’aumento dei prezzi (+11% dal 2019).
Ogni anno, Logista movimenta oltre 80 milioni di kg di prodotti e versa all’Erario circa 15 miliardi di euro di accise (quasi 18 miliardi di euro considerando il prelievo fiscale indiretto complessivo). In particolare, il 2025 si è chiuso con un incremento stimato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di circa 300 milioni di euro rispetto all’anno precedente, un risultato significativamente superiore alle previsioni della Legge di Bilancio. Con tecnologie di controllo lungo l’intera filiera, Logista ricorda i sistemi conformi al track & trace europeo che garantiscono tracciabilità e sicurezza: ogni confezione è identificata da un codice univoco rilasciato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm). Questo permette alle autorità di monitorare i flussi e individuare rapidamente eventuali anomalie. Un meccanismo che potenzia il contrasto a l contrabbando che in Italia vale circa 1,2 miliardi di euro e procura un mancato gettito fiscale di 690 milioni di euro.

La rete distributiva conta circa 90 Transit Point assicurano consegne a 60.000 punti vendita in oltre 8.000 comuni, coprendo il 100% del territorio nazionale. La revisione congiunta delle Direttive europee sulla tassazione (TED) e sui prodotti del tabacco (TPD) apre una fase delicata per la filiera italiana. La TPD, che disciplina ingredienti ed emissioni, etichettatura, confezionamento e tracciabilità dei prodotti del tabacco e della nicotina , ha introdotto negli ultimi anni le categorie delle sigarette elettroniche e dei prodotti di nuova generazione. La possibile futura proposta punterebbe invece a uniformare il trattamento regolatorio tra prodotti combustibili e non combustibili, un’ipotesi che la filiera italiana invita a riconsiderare per preservare la differenziazione attuale , che ha garantito un quadro regolatorio completo, bilanciato e in grado di favorire gli investimenti, si legge nella nota.
Sul piano fiscale “è essenziale tutelare, a livello nazionale ed europeo, un modello, come quello italiano, che, negli anni, ha garantito risultati concreti e misurabili. Il calendario fiscale del nostro Paese dimostra, infatti, l’efficacia di incrementi certi, graduali e sostenibili della tassazione : il gettito fiscale è cresciuto in modo stabile e superiore alle attese, registrando +314 milioni di euro nel 2024 e +300 milioni di euro nel 2025, senza generare shock di prezzo né distorsioni nei consumi. La prevedibilità degli aumenti fiscali ha consentito agli operatori di programmare investimenti e sviluppo della capacità produttiva , riducendo l’incertezza e rafforzando così la sostenibilità economica della filiera”.
La filiera distributiva “genera oltre 7 miliardi di euro di valore aggiunto diretto e indiretto e sostiene più di 7.400 posti di lavoro. Nel suo complesso la filiera – dal comparto agricolo alla produzione, fino alla vendita al dettaglio, spiega la nota – impiega oltre 300mila addetti e richiede ingenti investimenti. Alcune delle proposte attualmente in fase di valutazione a Bruxelles introducono elementi di forte discontinuità rispetto al modello italiano, che negli ultimi dieci anni ha garantito la stabilità del gettito, la tutela della salute pubblica, il contrasto all’illegalità e un funzionamento efficiente del mercato interno. Una eventuale equiparazione dei prodotti di nuova generazione a quelli tradizionali del tabacco, accompagnata dall’adozione di ulteriori misure non proporzionate , rischierebbe di compromettere gravemente la tenuta dei comparti agricoli, produttivi e distributivi nazionali favorendo al contempo l’espansione del mercato illecito”.

articolo precedenteGiornata Sla, l’Italia si accende di verde
prossimo articoloTabacco, Durigon: “Direttive Ue pericolose, difendere occupazione e filiera”