Bayram, Caputo: “Ora il salto quantico. E lanciamo il Ministero del Futuro”

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(Adnkronos) – Prima lo spazio, il cosmo e una generazione chiamata a riconoscersi e “contarsi”. Adesso il salto quantico: la discontinuità, l’uscita dai vecchi schemi, l’idea che il futuro non sia semplicemente qualcosa da attendere o prevedere, ma un insieme di possibilità da immaginare e, almeno in parte, scegliere.
Bayram torna sabato 10 ottobre al MAXXI di Roma per la sua seconda edizione. Una giornata, dalle 10 alle 21, costruita su tre percorsi paralleli: i monologhi di “Viaggi nel futuro” nell’Auditorium, i confronti di “Dialoghi sul futuro” nella Sala Carlo Scarpa e le presentazioni di “Leggere il futuro” nella Sala Graziella Lonardi Buontempo..
Se nel 2025 la parola chiave era stata “generazione cosmica”, questa volta il lessico viene dalla meccanica quantistica. Ma il quantum è insieme oggetto concreto di discussione (dalla computazione alla sicurezza) e metafora utilizzata per leggere una società nella quale alleanze, identità e rapporti di potere appaiono sempre meno binari. Il programma attraversa deliberatamente territori lontani: dalla poesia all’intelligenza artificiale, dalla danza alla geopolitica, dal nucleare alla spiritualità, dalla cyberwarfare al futuro del giornalismo. E mette accanto fisici, artisti, religiosi, manager, studiosi, giornalisti ed esperti di tecnologia.
Tra gli appuntamenti, l’intervista a Marco Minniti su “Caoslandia”, il nuovo disordine internazionale nel quale geopolitica, informazione, infrastrutture e competizione tecnologica si sovrappongono; il confronto su “Il secolo dei quanti”; quello sui “Futuri preferibili”; e un panel dedicato alla “quarta dimensione del quarto potere”, che prova a interrogarsi su che cosa resti del mestiere del giornalista quando la sfida non consiste più soltanto nell’arrivare per primi, ma nel riconoscere i segnali prima che diventino evidenti.
La novità politica e culturale arriva alla fine della giornata. Bayram lancerà infatti il suo “Ministero del Futuro”: nel programma è descritto come un possibile luogo nel quale riunire futurologi, scrittori, filosofi, artisti e scienziati insieme a economisti, giuristi ed esperti di politica e finanza, per provare a costruire idee prima che il futuro diventi “destino irreversibile”. Una provocazione, certamente. Ma Sebastiano Caputo avverte: “Più seria che no”.
L’anno scorso avevate chiamato a raccolta la “generazione cosmica”. Che fine le avete fatto fare?
“Ancora non lo sappiamo”, ride Caputo. “La prima edizione, il 4 ottobre 2025, era una scommessa, un foglio bianco che abbiamo provato a riempire radunando quella che avevamo definito la generazione cosmica: giovani professionisti provenienti dalle discipline più diverse. In qualche modo li abbiamo chiamati a raccolta per contarci. La seconda edizione serve anche a dare continuità a quell’esperimento”.
“Il mio piano per Bayram è abbastanza semplice: considero le prime tre edizioni una fase di consolidamento. Vogliamo costruire una piattaforma, un marchio e soprattutto una comunità, mantenendo per questi primi anni la formula di una grande giornata aperta gratuitamente al pubblico. Questo significa anche costruire nel tempo un rapporto con partner e sponsor che ci permetta di mantenere questa caratteristica. La generazione cosmica, insomma, non sparisce: ce la portiamo dietro e proviamo ad allargarla”.

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