Ue, Federlegnoarredo: “Male voto parlamento europeo che conferma criticità filier”

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Roma, 15 set. (Adnkronos/Labitalia) – Il voto di oggi del Parlamento europeo sul Cbam purtroppo conferma alcune delle criticità che Federlegnoarredo evidenzia da tempo e si traducono in nuovi costi e oneri per le imprese della filiera del legno-arredo. Soprattutto in un momento come quello attuale in cui il gas sta passando dai 35 agli 85 euro Mwh e che avrà come conseguenza il balzo del costo dell’urea, in cui l’incidenza del gas è pari al 75 per cento. “Da mesi segnaliamo il rischio che un’applicazione del Cbam non sufficientemente attenta alle specificità delle filiere manifatturiere finisca per penalizzare la competitività delle imprese europee” dichiara Paolo Fantoni presidente di Assopannelli di FederlegnoArredo.
“L’eliminazione dell’articolo 27a, in particolare – spiega – priva il sistema di uno strumento di flessibilità importante per intervenire in presenza di circostanze eccezionali. I conflitti in aree strategiche per l’approvvigionamento di materie prime stanno già causando carenze e forti rincari di sostanze essenziali come l’urea. In questo contesto, l’introduzione di ulteriori oneri fiscali rischia di aggravare una situazione già difficilmente sostenibile. Resta quindi alta la preoccupazione per la decisone di mantenente l’urea nell’ambito di applicazione del Regolamento, una scelta che può generare ulteriori oneri lungo le catene di approvvigionamento”. Adesso si apre la fase negoziale tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea e la Federazione continuerà a lavorare affinché nel testo finale siano salvaguardate le esigenze delle imprese.
“Gli obiettivi ambientali – conclude Fantoni – devono essere perseguiti senza compromettere la competitività del sistema produttivo europeo. Ci aspettiamo pertanto che il confronto istituzionale consenta di correggere le criticità emerse e di arrivare a un Cbam efficace sul piano ambientale, ma anche sostenibile per le imprese”.

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