Venerdì scorso, 4 settembre, i cittadini hanno alzato la voce. Una mobilitazione partita dal basso per chiedere garanzie, tutela del territorio, dopo mesi passati senza avere alcuna certezza circa la risoluzione del problema del biodigestore in contrada San Domenico, a Benevento.
Un grosso nodo, condiviso con i residenti di altri aree a nord del capoluogo, di Pietrelcina, di Pesco Sannita. Da maggio, i miasmi originati dall’impianto non hanno dato tregua a tante famiglie che hanno dovuto fare i conti con una puzza insopportabile, che si faceva più persistente con le temperature altissime di questa estate infinita. I controlli dell’Arpac hanno rilevato lavori di realizzazione eseguiti in difformità al progetto autorizzato; lo stop imposto dal Comune non ha risolto le criticità, perché anche durante le operazioni di rimozione il tanfo non è andato via, anzi. Nel frattempo, si è aperto anche il fronte giudiziario dinanzi al Tar.
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