Una partita che resterà a lungo tra i suoi ricordi, che pesa l’impatto della Serie B nel percorso di crescita di un esordiente. E che può rappresentare la vera svolta non solo della stagione, ma dell’intera carriera.
La prima volta di Antonio Prisco su un campo cadetto lontano dal “Vigorito” si è rivelata da dimenticare: gara chiusa in anticipo e prestazione, già prima delle due ingenuità, che non aveva lasciato segnali confortanti al suo torrido pomeriggio di Ascoli. Una partita in cui il Benevento ha faticato, tantissimo, nel trovare le sue classiche geometrie, schemi che hanno reso la Strega grande nella passata stagione e che sembrano bloccare sul nascere ogni tentativo di costruzione tra le nuove coordinate cadette in trasferta, con il centrocampo finito sotto i riflettori. A farne le spese è stato proprio il classe 2004, alla sua terza partita in Serie B e alla sua prima trasferta su un campo così rovente, sia per il clima sugli spalti surriscaldato dai tifosi bianconeri sia per le temperature ancora folli di questi primi giorni di settembre.
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