“Subito il rinvio dell’esame congiunto ed il coinvolgimento dell’Asl al tavolo istituzionale. La sanità accreditata non può scaricare le difficoltà gestionali sui lavoratori”.
Dopo il mancato accordo in Regione Campania Cgil e Uil confermano lo stato di agitazione e preannunciano nuove mobilitazioni. Un interpello, quello dell’Asl, ritenuto fondamentale pure dalla Cisl, in quanto la vertenza riguarda una società accreditata, la Gepos: la nuova gestione della famiglia Di Pietro, già socia della De Vizia Sanità, era minoritaria ma ora ha rilevato l’intero pacchetto. Vorrebbe licenziare 6 unità (2 operatori di cucina, 2 tecnici di laboratorio, 1 tecnico radiologo e 1 biologo), a fronte delle 15 originarie. Se il numero si è ridotto, è solo perché si sono avute 7 dimissioni. Ieri, l’incontro di esame congiunto ex art. 4 della Legge 223/1991, un confronto da remoto dinanzi alla Giunta Regionale della Campania (Uos Gestione Crisi Aziendali), avente ad oggetto la procedura di licenziamento collettivo avviata dalla casa di cura Gepos Srl, conclusosi con un netto ed inequivocabile mancato accordo. Sono intervenuti per la Funzione Pubblica Cgil, Domenico Raffa, Pompeo Taddeo e Armando Valle (Rsa); per la Uil, Giovanni De Luca, per la Regione Salvatore Giordano, per la società Gepos Aniello Sorice e per Confindustria Benevento, Teresa Giornale.

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