Mancano pochi giorni al voto: come giudica la campagna elettorale condotta dai due candidati?
“Definirla una campagna elettorale è azzardato. Qui si parla a un elettorato definito, sindaci e amministratori che conoscono bene le esigenze delle proprie comunità e hanno gli strumenti per giudicare i fatti. Resta il rammarico per il fatto che si torni a votare con una legge che in tanti avevano promesso di superare. Sono certa che gli amministratori sappiano valutare e pesare gli annunci, le dichiarazioni di principio e il reale peso esercitato nelle scelte che incidono sul futuro dei nostri territori”, così Antonella Pepe, componente della direzione nazionale Pd.
Lei, tra l’altro, oltre che dirigente di partito, è pure figlia di un sindaco di un comune, Apice, tra i più grandi del Sannio. Meglio la continuità di Lombardi oppure il cambiamento promesso da Cataudo?
“Lombardi ha guidato questa provincia con capacità di dialogo e rispetto istituzionale. Detto questo, credo sia riduttivo leggere questa sfida in una logica tra continuità e cambiamento. Bisognerebbe prima capire quale cambiamento si propone. Annunciare la sostituzione di qualche “vertice” per dare il via a una sorta di campagna acquisti? A me interessano i contenuti e le scelte politiche. Per questo faccio fatica a immaginare una battaglia comune con chi sostiene un governo che ha penalizzato il Mezzogiorno, tagliato risorse ai Comuni, svuotato il Fondo di perequazione infrastrutturale e continua a mettere in discussione la coesione del Paese attraverso l’autonomia differenziata. Su questi temi la differenza non è tra vecchio e nuovo, ma tra visioni profondamente diverse del futuro dei nostri territori”.
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