Roma, 15 lug. (Adnkronos) – Lo scorso maggio il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 26,6 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.181,1 miliardi. Lo comunica la Banca d’Italia nel documento ‘Finanza pubblica: fabbisogno e debito’. Ad aprile si era registrata un lieve limatura a 3.155 miliardi, dopo il recordo storico di marzo a quota 3.158,8 miliardi di euro.
L’incremento riflette il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (13,4 miliardi), la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (9,5 miliardi, a 51,9), nonché l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (3,6 miliardi). Sulla ripartizione per sottosettori, la variazione del debito è riconducibile integralmente a quella delle Amministrazioni centrali.
La vita media residua è rimasta stabile a 7,9 anni. Da Via Nazionale si sottolinea come la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 17,2 per cento (dal 17,3 del mese precedente), mentre ad aprile (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti era aumentata al 35,7 per cento e quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) al 14,6 per cento (dal 35,2 per cento e dal 14,5 per cento, rispettivamente).



