Nato, oggi il summit di Ankara: Alleanza sempre più europea

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Ankara, 6 lug. (Adnkronos) – La Nato com’è stata finora non è più “sostenibile”, perché non si può chiedere a “un Paese con 350 milioni di abitanti che vivono a otto ore di volo da qui”, gli Usa, “di difenderci dai russi, con 600 milioni di persone che vivono in questa parte del territorio Nato”. Il segretario generale dell’Alleanza atlantica Mark Rutte ha delineato così, ad Ankara, l’essenza del ‘burden sharing’ ora evoluto in ‘burden shifting’, il riequilibrio degli oneri che comporta la difesa dell’Europa e che gli Usa non hanno più intenzione di sostenere, perché concentrati sul Pacifico.

, mentre gli Usa, pur continuando a offrire l’ombrello nucleare, delegheranno sempre più la difesa convenzionale agli europei. Rutte ha evidenziato che molti Paesi europei, come la Germania, hanno aumentato in modo consistente la spesa nella difesa.
Ha anche evidenziato, poche ore dopo da parte del presidente Usa, che se Paesi come Spagna e Italia hanno portato la spesa nella difesa al 2% del Pil è anche merito di Donald Trump. “Penso che gli Stati Uniti stiano incoraggiando fortemente, ed è un eufemismo, gli alleati – ha detto il segretario generale – a raggiungere il 5%” del Pil per le spese in difesa e sicurezza, “per garantire che la produzione dell’industria della difesa aumenti, e questo non può che essere positivo”.
Venendo alle “misure specifiche – ha aggiunto Rutte – spetta a ciascun alleato decidere come sviluppare le proprie relazioni bilaterali con gli altri alleati. Ma in generale, è di grande aiuto che il presidente americano si stia impegnando in questo senso”. Certo, “è stato grazie alla Russia, è stato grazie all’Ucraina” che la spesa degli europei nella difesa è salita. Ma, ha proseguito, “se guardiamo all’anno scorso, Paesi come Spagna, Italia, Belgio e Canada, ovvero economie grandi, hanno tutti raggiunto il 2%. Certo, è stato grazie alla Russia e all’Ucraina. Ma forse c’è stato anche, in piccola parte, il fattore Trump. E lo lodo per questo”.
Perché, ha aggiunto, “è il primo dai tempi di Eisenhower che sta mantenendo questa promessa. E si sta assicurando, laddove gli Stati Uniti sono sempre stati impegnati nella Nato”, che si realizzi “l’aspettativa che gli Stati Uniti avevano fin dai tempi di Dwight Eisenhower”, quella di portare gli alleati europei a spendere quanto gli americani nella difesa. E, pur senza nominare esplicitamente l’Italia, ha aggiunto che, se uno o due Paesi non sono ancora convinti della necessità di aumentare le spese militari, la Nato dispone dei mezzi per convincerli.
Insomma, per quei Paesi, come l’Italia e la Spagna, le cui opinioni pubbliche continuano ad essere tenacemente contrarie al riarmo dell’Europa (in Italia lo è anche buona parte dell’opposizione), ad Ankara “il clima non è dei migliori”, come ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto prima di partire alla volta della capitale turca.

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