Idrosadenite suppurativa, alla Camera focus su Lea, Piano cronicità e innovazione terapeutica

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Roma, 7 lug. (Adnkronos Salute) – L’idrosadenite suppurativa entra sempre più nell’agenda istituzionale nazionale. A confermarlo è la conferenza stampa “Idrosadenite suppurativa: le prossime sfide tra estensione dei Lea, Piano nazionale della cronicità e accesso all’innovazione”, che si è tenuta oggi nella Sala Stampa della Camera dei deputati su iniziativa di Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera, in collaborazione con Passion People Aps e con il supporto non condizionante di Ucb. L’iniziativa, patrocinata anche da Adoi e SIDeMaST, ha riunito istituzioni, società scientifiche e associazioni di pazienti per fare il punto sulle principali priorità istituzionali e assistenziali necessarie a migliorare la presa in carico delle persone affette da idrosadenite suppurativa (Hs).
L’incontro – informa una nota – arriva in un momento particolarmente significativo: domani, 8 luglio, è previsto l’avvio dell’esame in Commissione Affari sociali del Senato del disegno di legge recante disposizioni per la prevenzione e la cura dell’idrosadenite suppurativa. Un passaggio che conferma la crescente attenzione delle istituzioni verso questa malattia infiammatoria cronica, altamente invalidante e ancora poco conosciuta. L’idrosadenite suppurativa colpisce circa 11,4 persone ogni 100.000 abitanti – informa una nota – con una prevalenza maggiore tra le donne di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Nonostante i progressi degli ultimi anni, il percorso di cura dei pazienti continua a essere caratterizzato da diagnosi tardive e un accesso disomogeneo ai centri specialistici, con conseguenti difficoltà nella continuità lavorativa e nella vita personale.
La recente inclusione dell’idrosadenite suppurativa al terzo stadio nei Livelli essenziali di assistenza – riporta la nota – “rappresenta una conquista storica per i pazienti e un importante riconoscimento istituzionale della patologia. Tuttavia, questo risultato non può essere considerato un punto di arrivo. Da un lato è necessario garantirne un’attuazione uniforme su tutto il territorio nazionale, dall’altro occorre avviare fin da subito il percorso verso il prossimo aggiornamento dei Lea, affinché anche le persone con idrosadenite suppurativa al primo e secondo stadio possano beneficiare di un accesso appropriato alle prestazioni e alle cure”.

“L’inclusione dell’idrosadenite suppurativa nei Lea rappresenta un risultato importante, ma costituisce soltanto il primo passo di un percorso che deve proseguire. È ora fondamentale garantire un’applicazione uniforme dei nuovi Lea in tutte le Regioni e avviare il confronto istituzionale sul loro prossimo aggiornamento, affinché il riconoscimento possa essere progressivamente esteso anche ai pazienti con malattia al primo e secondo stadio. Come Parlamento dobbiamo continuare a mantenere alta l’attenzione su questo tema, favorendo ogni utile occasione di confronto, a partire dall’audizione in Commissione, e sostenendo tutte le iniziative necessarie per assicurare una presa in carico sempre più equa ed efficace”, ha dichiarato Luciano Ciocchetti. Dal confronto tra Istituzioni, società scientifiche e associazioni dei pazienti è emersa la necessità di rafforzare i percorsi diagnostico-terapeutici, promuovere una maggiore formazione dei professionisti sanitari, favorire la diffusione dei centri di riferimento e assicurare un accesso tempestivo alle innovazioni terapeutiche, oggi disponibili ma ancora non omogeneamente accessibili sul territorio nazionale.
“L’inclusione dell’idrosadenite suppurativa nei Lea rappresenta un traguardo significativo, ma il nostro impegno non può fermarsi qui. È necessario assicurare – ha aggiunto Gian Antonio Girelli, membro della Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati – che questo diritto sia garantito in modo uniforme su tutto il territorio nazionale e proseguire il percorso verso un pieno riconoscimento della patologia all’interno del Piano Nazionale della Cronicità. Solo attraverso una collaborazione trasversale tra istituzioni, professionisti sanitari e associazioni dei pazienti sarà possibile costruire risposte realmente efficaci e durature”.
“L’idrosadenite suppurativa è una patologia complessa che richiede una gestione multidisciplinare e una presa in carico continuativa – ha spiegato Angelo Valerio Marzano, coordinatore della task force SIDeMaST sull’idrosadenite suppurativa e direttore della S.C. di Dermatologia della Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano -. Negli ultimi anni la ricerca ha messo a disposizione nuove opportunità terapeutiche che possono modificare significativamente la storia della malattia. Perché ciò avvenga è però indispensabile garantire ai pazienti un accesso tempestivo e uniforme alle cure, investendo parallelamente nella diagnosi precoce e nella formazione degli operatori sanitari”.

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