Mobilità, Di Loreto (Bain & Company): “Auto sempre più cara, serve un modello per tornare accessibile”

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Roma, 24 giu. (Adnkronos) – “I numeri del sondaggio, sono molto sintetici, ma danno l’idea dello stato di salute del settore: oggi servono 11 stipendi lordi per acquistare un’auto media del segmento italiano, mentre alcuni anni fa, tra 10 e 15 anni fa, ne bastavano 4 o 5”. Queste le parole di Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company e responsabile italiano automotive, intervenuto alla presentazione a Roma del’edizione 2026 del sondaggio sulla mobilità degli italiani realizzata da Bain & Company in collaborazione con Aniasa, l’Associazione che rappresenta il settore dei servizi di mobilità. “Il reddito medio degli italiani negli anni è cresciuto sostanzialmente in linea con l’inflazione, mentre il costo delle vetture nuove è aumentato molto di più, quasi il doppio dell’inflazione. Questo ha reso l’auto meno competitiva e oggi non tutti i portafogli possono permettersi una vettura media”, ha spiegato Di Loreto.
“Il mercato dell’auto in Italia non si è mai completamente ripreso dopo il Covid e non è ancora tornato ai volumi pre-pandemia. L’aumento dei prezzi era una dinamica già presente prima del Covid, legata a diversi fattori: il fenomeno dei SUV, che hanno un valore medio più alto, e il crescente contenuto tecnologico e di sicurezza delle vetture. A questi elementi si sono aggiunti la crisi delle catene produttive e l’inflazione, accelerando ulteriormente la crescita dei prezzi”, ha aggiunto.
Secondo Di Loreto, la sfida del settore riguarda soprattutto il ritorno a una maggiore accessibilità: “Quello che manca oggi è il segmento A, cioè la vettura per tutti i cittadini, quella che in passato rappresentava anche il 20-25% del mercato e oggi è scesa sotto il 7-8%”. “Bisogna consentire ai costruttori di produrre in modo profittevole vetture più piccole, anche con tecnologie diverse come l’elettrico. La sfida è riuscire a realizzare un’auto per tutti, con prezzi sostenibili per chi acquista ma anche con margini adeguati per chi la produce, perché altrimenti il sistema non può funzionare”, ha concluso il responsabile automotive di Bain & Company.

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