(Adnkronos) – La quotazione americana di newcleo procede e potrebbe chiudersi “nell’arco di un paio di settimane”. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Stefano Buono, fondatore e Ceo di newcleo, intervenuto sul percorso della società tra Europa e Stati Uniti e sulla scelta di guardare al Nasdaq per finanziare l’innovazione nel nucleare avanzato.
“Il progetto della quotazione sta andando molto bene”, spiega Buono. L’operazione avviene attraverso un merger con una società americana già presente sul mercato, un percorso che, secondo il fondatore di newcleo, ha già superato “la parte più difficile”. La società ha raccolto “220 milioni di sottoscrizioni” per il momento in cui il merger sarà effettivo e ha depositato il dossier alla Sec. La valutazione indicata è di circa “2,4 miliardi di euro”.
La scelta degli Stati Uniti è legata alla natura stessa dell’azienda. “Ho sempre pensato al mercato americano come un possibile outcome, perché siamo un’azienda innovatrice e quindi il mercato americano è più naturale”, spiega. Il passaggio è stato accelerato dall’ingresso operativo nel sistema americano: newcleo, afferma, è “l’unica azienda al mondo” con un progetto avanzato per una fabbrica di combustibile da materiale nucleare riciclato, reso possibile anche da un recente cambiamento di policy negli Stati Uniti.
Buono affronta anche il tema più generale della distanza tra Europa e Stati Uniti nei mercati dei capitali. Per aziende come newcleo, dice, serve un mercato capace di comprendere e finanziare l’innovazione. “I capitali che ci sono negli Stati Uniti a disposizione di questo tipo di investimenti sono almeno cento volte quelli che ci sono in Europa”, afferma. Una differenza che rende il mercato americano “proprio un’altra dimensione”.
La raccolta servirà a finanziare più fronti. In Italia, newcleo ha costruito una macchina che Buono definisce rappresentativa di un futuro Smr: ha la complessità di un reattore nucleare, ma è riscaldata dall’elettricità e non dalla reazione nucleare, con una potenza significativa di 10 megawatt. “Addirittura c’è una turbina di Fincantieri che abbiamo installato due giorni fa”, aggiunge. Il capitale raccolto servirà anche ad avanzare nel licensing, ad avviare la costruzione della fabbrica americana del combustibile, a sviluppare il reattore negli Stati Uniti e a proseguire i progetti europei in Slovacchia e Francia.

