Supporto decisionale in chirurgia mitralica, l’esempio di Helena al convegno Aiic

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Torino, 11 giu. (Adnkronos Salute) – “Una criticità rilevante nella riparazione della valvola mitralica è rappresentata dalla variabilità decisionale preoperatoria. Nonostante la disponibilità di sistemi di imaging avanzati, inclusi modelli tridimensionali ad alta risoluzione e strumenti di quantificazione morfologica, permane un divario tra la rappresentazione anatomica e la definizione della strategia chirurgica ottimale. La pianificazione rimane infatti fortemente dipendente dall’esperienza individuale del chirurgo. Il sistema Virtual Helena, basato su modelli tridimensionali e intelligenza computazionale potrebbe contribuire a colmare il divario tra imaging diagnostico e decisione chirurgica, portando verso una chirurgia sempre più personalizzata e guidata dai dati”. Lo ha detto Alessandro Carrozzo, cardiochirurgo dell’Istituto clinico ligure alta specialità di Rapallo, all’Adnkronos Salute, a Torino, in occasione del Convegno Aiic-Associazione italiana ingegneria clinica.
“Un principio fondamentale della chirurgia della valvola mitralica moderna è il ‘repair first approach’, ovvero la preferenza per la riparazione valvolare rispetto alla sostituzione – spiega Carrozzo – La riparazione, quando tecnicamente possibile, è associata a una migliore sopravvivenza a lungo termine. Nonostante le evidenze a favore della riparazione, la sua applicazione nella pratica clinica reale rimane eterogenea. I tassi di riparazione variano significativamente tra i centri e l’outcome chirurgico è fortemente correlato al volume di attività: centri ad alto volume tendono a ottenere risultati più stabili e percentuali di successo più elevate rispetto a centri con minor esperienza”.
Per affrontare questa limitazione “è stato sviluppato un sistema di supporto decisionale – illustra il cardiochirurgo – basato su ricostruzione tridimensionale della valvola mitralica a partire dai dati del paziente che integra informazioni anatomiche e cliniche e le confronta con database di casi precedenti, includendo caratteristiche geometriche, tipologie di difetto valvolare e risultati chirurgici associati a diverse tecniche riparative. Il software consente inoltre la simulazione preoperatoria della procedura chirurgica, fornendo al chirurgo una rappresentazione predittiva del risultato atteso in funzione della tecnica selezionata. In questo modo è possibile valutare in anticipo differenti strategie operatorie e identificare quella potenzialmente più appropriata per il singolo paziente, riducendo la dipendenza esclusiva dall’esperienza soggettiva”. Il confronto tra simulazione e risultato intraoperatorio “ha mostrato un’elevata concordanza, con una precisione superiore all’80–90% nelle principali variabili decisionali, e con una buona correlazione tra lunghezza delle corde tendinee simulate e quelle effettivamente utilizzate in sala operatoria. Lo strumento – conclude – è stato inoltre valutato su una casistica clinica multicentrica, includendo interventi eseguiti in centri ad alto volume. L’analisi ha evidenziato un’elevata concordanza tra le raccomandazioni del modello e le decisioni effettivamente adottate dai chirurghi esperti, suggerendo la capacità del sistema di riflettere un comportamento decisionale coerente con quello di un team chirurgico esperto”.

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