Milano, 1 giu. (Adnkronos Salute) – Un trattamento mirato contro il cancro, somministrato con un’iniezione sottocutanea, è risultato in grado di ridurre le dimensioni del tumore in oltre un terzo dei pazienti affetti da una neoplasia della testa e del collo recidivante o metastatica, la cui malattia aveva smesso di rispondere alle terapie standard. In alcuni casi, i medici hanno osservato una risposta completa: i tumori erano interamente scomparsi.
I nuovi risultati dello studio clinico di fase 1b/2 OrigAMI-4 sono stati presentati al congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) a Chicago. Al centro del trial il farmaco amivantamab, un anticorpo monoclonale bispecifico che agisce sul cancro in tre modi: blocca sia Egfr, una proteina che favorisce la crescita dei tumori, che Met, una via di segnalazione separata che le cellule tumorali spesso utilizzano per eludere il trattamento, e svolge inoltre una terza azione benefica, contribuendo ad attivare il sistema immunitario per attaccare il tumore. La prima coorte di OrigAMI-4 ha coinvolto 102 persone affette da carcinoma a cellule squamose della testa e del collo (Hnscc) recidivante o metastatico, il cui tumore aveva continuato a crescere nonostante l’immunoterapia e la chemioterapia a base di platino. Tutti i pazienti in questa parte della sperimentazione, condotta in 55 ospedali di 11 Paesi, hanno ricevuto amivantamab in monoterapia.
I dati, si legge in una nota dell’Institute of Cancer Research di Londra, hanno confermato una riduzione del tumore nel 42% dei pazienti trattati, insieme a risultati incoraggianti in termini di sopravvivenza in un gruppo di pazienti che fino ad ora disponevano di opzioni terapeutiche molto limitate. Nel dettaglio, i medici hanno osservato una riduzione delle dimensioni della neoplasia in 43 persone, tra cui 15 pazienti i cui tumori sono scomparsi completamente e 28 pazienti i cui tumori si sono ridotti in modo significativo (risposta parziale).
I pazienti trattati con amivantamab hanno avuto una sopravvivenza media di 12,5 mesi complessivamente dall’inizio della terapia, nonostante fossero affetti da una forma di cancro con prognosi molto sfavorevole, quando i trattamenti standard smettono di essere efficaci. Amivantamab, sviluppato da Johnson & Johnson, è già approvato per diversi sottotipi di cancro al polmone in molteplici linee di terapia. Viene somministrato tramite una piccola iniezione sottocutanea anziché per via endovenosa, rendendolo più rapido e comodo per i pazienti e più facile da somministrare in ambulatorio. La maggior parte degli effetti collaterali del trattamento, somministrato una volta ogni 3 settimane, è stata di entità lieve o moderata – si legge nella nota – e meno di 1 paziente su 10 ha interrotto la terapia a causa di effetti collaterali.
Se i benefici osservati in questo studio saranno confermati in studi clinici più ampi, come lo studio di fase III OrigAMI-5 attualmente in corso, la speranza degli esperti è che il trattamento possa aiutare migliaia di pazienti ogni anno nel Regno Unito e in Europa, e decine di migliaia in tutto il mondo. Quelle osservate sono “risposte forti, senza precedenti, in pazienti la cui malattia è diventata resistente sia alla chemioterapia che all’immunoterapia – ha evidenziato Kevin Harrington, dell’Institute of Cancer Research (Icr) e del Royal Marsden Nhs Foundation Trust, che ha guidato uno dei team coinvolti nel trial – Questo trattamento ha il potenziale per giovare a molte migliaia di pazienti ogni anno”.


