Giornata senza tabacco, Pistis (Sif), ‘da e-cig e sigarette stessa dipendenza’

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Roma, 29 mag. (Adnkronos Salute) – “Quando parliamo di dipendenza da tabacco dobbiamo includere anche le sigarette elettroniche e tutti i nuovi dispositivi che erogano nicotina. La dipendenza da e-cigarette non è diversa da quella provocata dalle sigarette tradizionali”. Così all’Adnkronos Salute Marco Pistis, professore di Farmacologia all’Università di Cagliari e membro del Consiglio direttivo della Società italiana di farmacologia (Sif), a margine di ‘Parola alla medicina’, format audiovisivo della Fism (Federazione società medico-scientifiche italiane), di cui Adnkronos è media partner. In occasione della Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio, Pistis ricorda che la dipendenza da nicotina resta una delle più diffuse al mondo e oggi non riguarda più soltanto le sigarette tradizionali. “Il problema non è il tipo di prodotto utilizzato, ma la sostanza che crea dipendenza: la nicotina”, sottolinea l’esperto.
Smettere di fumare, però, non è semplice. I sintomi dell’astinenza — irritabilità, ansia e nervosismo — rappresentano spesso uno degli ostacoli principali e possono spingere molte persone a ricadere nel fumo. Anche lo stress quotidiano è tra le cause più frequenti delle ricadute. “Per questo la dipendenza da nicotina va trattata come qualsiasi altra patologia”, osserva Pistis. Chi vuole smettere può contare su diversi strumenti: “I centri antifumo, il supporto medico e le terapie farmacologiche possono aiutare molto — spiega —. Esistono farmaci in grado di attenuare i sintomi più difficili dell’astinenza”.
Negli ultimi mesi si è parlato molto della citisina, farmaco utilizzato per smettere di fumare. “In realtà è una molecola conosciuta da tempo — chiarisce il farmacologo —. In passato veniva preparata dalle farmacie come formulazione galenica, mentre oggi è disponibile come farmaco industriale ed è stata autorizzata da Aifa anche per la rimborsabilità”. La citisina si aggiunge ad altri trattamenti già disponibili, “come vareniclina, bupropione e terapie sostitutive a base di nicotina”. Ma Pistis mette in guardia da facili illusioni: “Non esiste la pillola miracolosa. La terapia deve essere personalizzata e prescritta dal medico. I farmaci aiutano a ridurre il rischio di ricaduta, ma non lo eliminano completamente”.

Accanto ai medicinali, possono essere utili anche percorsi di supporto psicologico e interventi non farmacologici. “Serve un approccio integrato”, aggiunge. Secondo Pistis, inoltre, i centri antifumo continuano a essere poco frequentati soprattutto per ragioni culturali. “Chi soffre di una dipendenza vive ancora uno stigma: si tende a considerare il fumo un vizio e non una vera malattia. Ma le dipendenze sono patologie a tutti gli effetti e vanno trattate con strumenti clinici adeguati, come qualsiasi altra malattia”.
L’esperto mette in guardia anche dall’idea che sigarette elettroniche e svapo siano strumenti utili per smettere di fumare. “Non sono un metodo per interrompere la dipendenza da nicotina — rimarca —. Anzi, spesso rappresentano il primo passo verso la dipendenza, soprattutto tra giovani e adolescenti”.
Secondo Pistis, molti ragazzi utilizzano e-cig e dispositivi da svapo come primo approccio alla nicotina, e il passaggio alle sigarette tradizionali può avvenire facilmente. “Questo complica anche la percezione del paziente rispetto all’approccio più corretto per smettere di fumare. Non serve passare alle sigarette elettroniche: bisogna interrompere la dipendenza da nicotina in qualsiasi forma”. Il messaggio finale, conclude Pistis, è chiaro: smettere di fumare è possibile, ma difficilmente si riesce da soli. “Servono supporto medico, terapie personalizzate e, in molti casi, anche un sostegno psicologico”.

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