(Adnkronos) – Gli iraniani “urlano in continuazione. Non vedono l’ora di firmare un accordo. Ma una volta siglato l’accordo, ti mandano un documento che non ha nulla a che vedere con quello che avete concordato. E io mi chiedo: ‘Ma siete pazzi?'”. Così il presidente americano Donald Trump, nel corso di un’intervista a Fortune, dopo aver lanciato un nuovo avvertimento . “Il tempo stringe”, ha scritto su Truth a fronte dello stallo nei negoziati volti a porre fine al conflitto. “Farebbero meglio a decidere velocemente o di loro non rimarrà nulla. Il tempo è essenziale”, ha aggiunto.
L’Iran inrtanto secondo i media ha presentato un nuovo piano in 14 punti, attraverso i mediatori pachistani, che si concentra sui “negoziati per la fine della guerra e sulle misure di costruzione della fiducia da parte americana”. L’agenzia di stampa Tasnim, vicina ai Pasdaran, cita una fonte vicina al team negoziale di Teheran, secondo cui “l’Iran, in linea con la pratica recente dello scambio di messaggi, ha ancora una volta sottoposto il suo testo in 14 punti attraverso il mediatore pachistano, dopo aver apportato degli emendamenti”.
Poco prima il ministero degli Esteri iraniano aveva fatto sapere di aver risposto all’ultima proposta Usa. “Le nostre preoccupazioni sono state trasmesse alla parte americana”, aveva dichiarato il portavoce Ismail Baqaei durante un punto stampa, precisando che le comunicazioni con gli Stati Uniti proseguono “attraverso il mediatore pachistano”. Baqaei ha difeso le richieste dell’Iran, tra queste lo sblocco dei beni iraniani congelati all’estero e la revoca delle sanzioni di lunga data. “I punti sollevati sono richieste iraniane fermamente difese dal nostro team negoziale in ogni round di trattative”, ha aggiunto.
Il portavoce ha quindi ribadito la legittimità della condizione posta da parte iraniana sul pagamento delle riparazioni di guerra da parte degli Stati Uniti, definendo il conflitto “illegale e infondato”. Riguardo alla possibilità di un nuovo scontro militare, Baqaei ha assicurato che l’Iran è “pienamente preparato a qualsiasi eventualità”.
L’Iran ha inoltre comunicato formalmente l’avvio delle attività del nuovo organismo per la gestione dello Stretto di Hormuz, creato a inizio maggio da Teheran. “E’ attivo l’account ufficiale su X della Persian Gulf Strait Authority (Pgsa) – si legge in un post su X pubblicato anche in inglese – Seguiteci per aggiornamenti in tempo reale sulle operazioni e sugli ultimi sviluppi nello Stretto di Hormuz”. Il post viene rilanciato su X dal Consiglio supremo di sicurezza nazionale.
Parlando con Axios Trump ha ripetuto che “il tempo stringe” per l’Iran. Se il regime iraniano non presenterà un’offerta migliore per arrivare a un accordo, ha aggiunto nel corso di un colloquio telefonico, “subirà un colpo molto più duro”. Trump ha poi detto di credere ancora che l’Iran voglia un accordo e ha detto di essere in attesa di una nuova proposta iraniana, che, ha aggiunto, auspica sia migliore dell’ultima presentata alcuni giorni fa.
Funzionari statunitensi citati da Axios sottolineano che il presidente americano desidera un accordo per porre fine alla guerra, ma ritiene che il rifiuto da parte di Teheran di molte delle sue richieste e la riluttanza iraniana a fare concessioni significative sul programma nucleare abbiano rimesso sul tavolo l’opzione militare. Secondo due funzionari statunitensi – si legge sul sito – Trump dovrebbe riunire domani il suo team di sicurezza nazionale nella Situation Room per discutere le opzioni militari.
Ieri il presidente americano ha parlato con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu della situazione in Iran e sabato ha incontrato i membri del suo team di sicurezza nazionale nel suo golf club in Virginia per discutere di Iran, secondo una fonte informata. Tra i presenti figuravano il Vicepresidente JD Vance, l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, il Segretario di Stato Marco Rubio e il Direttore della CIA John Ratcliffe. “Vogliamo raggiungere un accordo. Non sono ancora dove vorremmo che fossero. Dovranno arrivarci, altrimenti subiranno un duro colpo, e loro non lo vogliono”, ha affermato, sottolineando che gli Stati Uniti colpiranno l’Iran “molto più duramente di prima” se Teheran non presenterà una proposta migliore. “Il tempo stringe. Faranno meglio a darsi una mossa, altrimenti non resterà loro più nulla”, ha sottolineato Trump.


