(Adnkronos) – Roma prova a trasformare la gestione dei rifiuti in un laboratorio avanzato di osservazione territoriale, intelligenza artificiale e monitoraggio geospaziale. È questo il senso della collaborazione tra AMA, European Space Agency e Utilitalia presentata alla Conferenza Esri Italia 2026, l’appuntamento nazionale dedicato ai sistemi Gis e alla gestione intelligente dei dati geografici.
Al centro del progetto c’è Ucronia, la piattaforma di trasformazione digitale sviluppata da AMA e concepita come un “gemello digitale geografico” della Capitale, capace di integrare dati provenienti da cittadini, sensori, droni e satelliti in un’unica centrale operativa attiva h24.
L’idea di fondo è trasformare la gestione dell’igiene urbana in un sistema predittivo, capace non soltanto di reagire ai problemi ma di anticiparli. Non più soltanto raccolta rifiuti, dunque, ma monitoraggio del territorio, prevenzione degli allagamenti, contrasto alle discariche abusive, analisi delle isole di calore e supporto alla Protezione Civile.
Nel panel organizzato da AMA all’Ergife Palace Hotel, il direttore comunicazione e relazioni istituzionali dell’azienda Patrizio Caligiuri ha spiegato come la trasformazione tecnologica abbia rappresentato uno spartiacque per la municipalizzata romana. “Questa azienda era seduta su una montagna di dati che non erano mai stati raccolti e sistematizzati”, ha detto, ricordando come il punto di svolta sia stato introdurre la “misurabilità” nei processi operativi.
Ucronia, acronimo di Utility, Circular Economy, Real-time, Operation, Network, Integration, Assets, nasce proprio con questo obiettivo: unificare e rendere leggibile una massa enorme di informazioni territoriali. La piattaforma gestisce oltre 500 milioni di dati geospaziali, articolati su circa 100 livelli geografici e 100 report interattivi.
Il sistema opera su quattro livelli integrati. Il primo è costituito dalle segnalazioni di cittadini e operatori sul territorio. Il secondo dai sensori IoT installati sui mezzi AMA e dai sistemi di monitoraggio dei cassonetti. Il terzo riguarda droni e rilievi aerei ad alta precisione. Il quarto è lo spazio: immagini satellitari della costellazione Sentinel-2 e dei satelliti commerciali Pléiades Neo, integrate grazie alla collaborazione con Esa.
Per capire la scala del progetto basta guardare i numeri di Roma: 3 milioni di abitanti serviti, 1.300 chilometri quadrati di territorio — sette volte Milano e dodici volte Parigi — 11mila chilometri di strade, 1,7 milioni di tonnellate di rifiuti gestiti ogni anno e una flotta di 3mila veicoli monitorati in tempo reale.
Caligiuri ha raccontato anche un caso concreto avvenuto proprio nelle ultime settimane. Alcuni impianti esterni di conferimento hanno avuto problemi simultanei, rallentando il ciclo dei rifiuti e causando accumuli in diversi quadranti della città.



