Electrolux: Federmanager, riorganizzazione inaccettabile

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Roma, 12 mag. (Labitalia) – “Comprendiamo bene le difficoltà di chi opera in un mercato fortemente competitivo, come quello degli elettrodomestici, con domanda in contrazione e costi crescenti di produzione, tuttavia, la riorganizzazione produttiva annunciata da Electrolux a livello globale, con le pesanti ricadute occupazionali previste nel nostro Paese, è inaccettabile nel merito e nel metodo”. Queste le prime dichiarazioni del presidente di Federmanager, Valter Quercioli, all’annuncio del piano strategico della multinazionale svedese che in Italia comporterebbe 1.700 esuberi complessivi, vale a dire una riduzione del 40% degli occupati con il taglio di linee produttive e stabilimenti.
Quercioli sottolinea che “la produzione di elettrodomestici costituisce da decenni un asset centrale del nostro tessuto produttivo e da anni, ormai, soffre una crisi diffusa in tutta Europa per un calo strutturale della domanda e, contestualmente, la necessità di fare fronte all’aumento continuo dei costi energetici e delle materie prime. In questo quadro, non sono più rinviabili interventi strutturali di sostegno al settore, a livello nazionale e comunitario, in grado di dare risposte concrete con cui fronteggiare la crescente pressione competitiva globale”.
Il presidente di Federmanager sottolinea che “gli investitori stranieri presenti nel nostro Paese, beneficiando anche di sovvenzioni e aiuti pubblici, devono farsi carico con responsabilità sociale delle proprie strategie industriali; per questo Federmanager si unisce all’appello rivolto al Governo ad intervenire per salvaguardare produzione e futuro industriale dei siti produttivi italiani”.

“Da manager possiamo dare il nostro contributo a definire un piano industriale di recupero della redditività che non sia impostato solo sui tagli ma che abbia il proprio focus su ricerca avanzata e produzioni ad alto valore aggiunto -spiega ancora Quercioli- per questo serve attivare subito il confronto con l’azienda e le parti sociali, al tavolo istituzionale del Mimit, con l’obiettivo di rilanciare una filiera produttiva fra le più importanti d’Italia: in rappresentanza del management dell’azienda, vigileremo affinché questa riorganizzazione non si tramuti in un progressivo disimpegno con stabilimenti lentamente svuotati di funzioni e produzioni ed il rischio di perdere competenze e capacità produttive costruite in decenni di presenza sul territorio”.

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