Roma, 22 apr. (Adnkronos Salute) – All’azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma la mammografia diventa ‘intelligente’. Grazie all’integrazione di intelligenza artificiale e mammografi di ultima generazione, la Uosd Diagnostica per immagini in senologia ha messo a punto “un intervento tecnologico profondo che coinvolge strumenti, software e flussi di lavoro, ottimizzando l’attività dei professionisti e rendendo i percorsi diagnostici più semplici e meno gravosi” per le pazienti, spiega l’Ao in una nota. La Breast Unit dell’ospedale romano, si legge, “risulta ad oggi l’unica struttura pubblica in Italia a vantare una configurazione così completa e all’avanguardia per quanto riguarda i mammografi del segmento”.
L’aggiornamento – illustra il San Camillo – si compone di elementi fisici e virtuali in due ambiti principali: la mammografia con refertazione e la biopsia mammaria. Sul fronte della refertazione, è stata introdotta una nuova workstation con monitor ad altissima risoluzione e strumenti avanzati di analisi delle immagini. Un software dedicato consente di valutare in modo oggettivo la densità del tessuto mammario, un elemento importante perché associato al rischio di tumore al seno. A questo si aggiunge un software che analizza struttura e densità del tessuto mammario, tecnologia di tomosintesi avanzata che riduce del 66% il numero di slice – le ‘fettine’ spesse 1 mm di tessuto mammario acquisite dal mammografo – mantenendo le stesse informazioni diagnostiche. Meno immagini da scorrere significa meno affaticamento: una riduzione del carico cognitivo per il radiologo stimata intorno al 13%, con benefici concreti soprattutto nelle sessioni di lettura multipla. A supporto dei medici – prosegue la nota – è stato integrato anche un sistema di intelligenza artificiale che evidenzia automaticamente le aree sospette sulle singole slice, come microcalcificazioni o alterazioni del tessuto, e fornisce indicazioni utili per la priorità di lettura. Studi preliminari indicano “un miglioramento della capacità di individuare lesioni fino al 9%”.
Sul fronte della biopsia mammaria, i mammografi di ultima generazione consentono di eseguire la procedura direttamente a partire da immagini con contrasto, unendo in un unico passaggio la localizzazione della lesione e il prelievo bioptico. Per la paziente questo si traduce in un percorso interamente nello stesso reparto, senza la necessità di ricorrere alla risonanza magnetica chiusa. Un apposito dispositivo meccanico permette inoltre di raggiungere anche le lesioni in posizioni difficili.
“Come ingegneri clinici, ci impegniamo a garantire che la tecnologia a servizio della medicina sia costantemente appropriata e all’avanguardia – afferma Annarita Caporaso, direttore Uoc Ingegneria clinica – Nel progetto in questione ci siamo posti l’obiettivo di coadiuvare l’occhio e l’esperienza del medico con un’architettura tecnologica capace di potenziarne le capacità analitiche. Attraverso algoritmi di intelligenza artificiale studiati per migliorare la qualità diagnostica a supporto della valutazione clinica, l’innovazione diventa uno strumento concreto al servizio della diagnosi. Non si tratta solo di potenza di calcolo, ma di un’autentica efficienza dei processi: riducendo drasticamente il volume di dati da analizzare, migliorando così il flusso di lavoro. Abbiamo messo a punto un’infrastruttura solida che garantisce la massima sicurezza clinica e trasforma l’innovazione in un percorso diagnostico fluido, preciso e ultramoderno”.
Aggiunge Francesca Svegliati, responsabile Uosd Diagnostica per immagini in senologia: “Oggi abbiamo strumenti che ci permettono di essere ancora più precisi, individuando dettagli e microcalcificazioni difficili da rilevare a occhio nudo. Questo rafforza la sicurezza diagnostica e ci consente di offrire risposte più rapide. L’upgrade più importante riguarda le biopsie guidate con mezzo di contrasto (Cem): poter sottoporre a biopsia lesioni non altrimenti evidenziabili o visibili solo in risonanza magnetica ci consente di raggiungere una precisione nella stadiazione locale già in reparto senza ricorrere a procedure diagnostiche – biopsia Rm guidata – che risultano molto più impattanti sul percorso della paziente. Per chi si rivolge a noi significa meno attesa e meno tensione, con un percorso più fluido, semplice e accurato”.

