Rubriche – La bolla papale partita da Benevento nel 1167

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Benevento, nel Medioevo, non fu soltanto una città importante del Mezzogiorno. Per lunghi secoli, infatti, rimase enclave pontificia, un territorio legato direttamente al Papa, una “isola” dello Stato della Chiesa.
Questa condizione rese Benevento un luogo strategico nei momenti più difficili.
Quando Roma era attraversata da tensioni e conflitti, il governo della Chiesa non poteva fermarsi: occorrevano sedi sicure, organizzate, e soprattutto la cancelleria, cioè l’ufficio che redigeva e autenticava i documenti pontifici. Benevento, in diverse fasi, svolse proprio questo ruolo: non “periferia”, ma base operativa del papato.
Nel XII secolo uno dei pontefici più segnati dalle turbolenze politiche fu Alessandro III (1159-1181). In quegli anni il Papa dovette spesso muoversi, cercando città in grado di garantire protezione e continuità di governo. È in questo scenario che Benevento risultò una città dalla quale il pontefice poteva esercitare concretamente la propria autorità. L’area oggi è conosciuta come Contrada Cancelleria, dove la presenza di antiche mura in questo sito testimonia proprio l’importanza come centro della cancelleria pontificia.
La prova più affascinante è un documento di cui desidero rivelare per la prima volta la sua importanza: una bolla di Papa Alessandro III emessa a Benevento l’8 novembre 1167, destinata alla lontana Scandinavia, precisamente ai parrocchiani della chiesa di Uppsala.
Il testo in originale (pergamena) è custodito presso il Riksarkivet (Archivio Nazionale di Svezia), cioè l’istituzione archivistica statale.
Che cosa dice la bolla papale?

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