Sanità, Magi (Omceo Roma): “Parole di Rocca su gestione Ssr possono distorcere realtà”

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Roma, 31 mar. (Adnkronos Salute) – “Le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, in merito allo stato e alla gestione del sistema sanitario regionale impongono una riflessione seria, equilibrata ma anche ferma da parte dell’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma. Come istituzione, in quanto organo sussidiario dello Stato che rappresenta la professione medica e che nella sua mission ha la tutela della qualità dell’assistenza e della salute dei ai cittadini, riteniamo fondamentale ribadire alcuni principi non negoziabili: il rispetto del lavoro di tutti i professionisti sanitari, la centralità del paziente e la necessità di un confronto basato su dati oggettivi, non su semplificazioni comunicative divisive e forvianti”. Con queste parole Antonio Magi presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma risponde, in una nota, all’intervento che il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha tenuto il 27 marzo scorso in occasione della terza Conferenza Internazionale di Management e Leadership nei contesti di cura. Nel suo intervento – riferisce la nota – il presidente della Regione Lazio ha “pronunciato un intervento molto netto a favore solo degli infermieri parlando apertamente di pressioni e resistenze esercitate da diversi soggetti del sistema sanitario, arrivando a denunciare “un’intera lobby potentissima che si sta schierando e sta lavorando dietro le quinte perché non vi sia il passaggio di competenze”.
“Le affermazioni del presidente Rocca per come sono state espresse, nel corso della terza Conferenza Internazionale di Management e Leadership nei contesti di rischiano di generare una narrazione distorta della realtà sanitaria. In particolare, quando si attribuiscono criticità sistemiche a comportamenti individuali o al passaggio di competenze: quest’ultimo non può essere deciso dalla politica alla ricerca di preferenze, ma da anni di studi e di un preciso e chiaro percorso formativo diverso per lunghezza e contenuti tra medici, infermieri e professioni sanitarie. Parlando inoltre di presunte inefficienze della categoria medica – aggiunge – si alimenta un clima di sfiducia che non giova né ai cittadini né agli operatori che devono essere assieme coinvolti, appunto, ognuno per le proprie diverse competenze, in un lavoro di equipe multi professionale e multidisciplinare così come previsto dal Dm 77 senza il primato di nessuna delle componenti”.
Il Presidente Rocca “ritiene che si possano ridurre le liste d’attesa per visite specialistiche e per esami diagnostici specialistici o prendere in carico i malati cronici solo con gli infermieri? – domanda Magi – Il sistema sanitario del Lazio, come quello nazionale, attraversa da anni una fase complessa, segnata da carenza di personale, soprattutto infermieristico oltre che medico specialistico – osserva – e in alcune aree anche di medici di medicina generale, da sottofinanziamento cronico, da aumento della domanda assistenziale e progressivo invecchiamento della popolazione”.

In questo contesto, “i medici e tutti i professionisti sanitari continuano a garantire, per quanto possono – sottolinea Magi – tutti assieme e senza conflitti tra loro, nonostante tutto, livelli di assistenza elevati, spesso operando, ancora oggi, in condizioni di forte criticità e di pressione organizzativa. Ridurre tali criticità a responsabilità individuali o a presunte inefficienze professionali di medici e operatori sanitari o ‘addirittura a lobby potentissime’ che lavorerebbero per difendere interessi di categoria ostacolando il Dm 77 non solo è ingiusto – afferma – ma rischia di distogliere l’attenzione dalle vere priorità: investimenti strutturali, programmazione sanitaria efficace, valorizzazione delle risorse umane e riduzione delle disuguaglianze territoriali”.
Il presidente Magi – continua la nota – sottolinea inoltre con fermezza che “ogni intervento pubblico in materia sanitaria deve essere improntato a rigore scientifico e responsabilità istituzionale. Le parole di chi governa hanno un peso significativo: possono orientare l’opinione pubblica, influenzare il rapporto di fiducia tra cittadini e sistema sanitario. Se chi governa continua ad esaltare, seppur solo a parole, soltanto una professione sanitaria questo comportamento rischia di incidere negativamente sulla motivazione degli operatori di tutte le altre professioni sanitarie che ricordiamo sono 31. Per questo motivo, auspichiamo che il confronto tra istituzioni politiche e professionali si sviluppi in modo costruttivo, attraverso tavoli tecnici e momenti di ascolto reale, evitando dichiarazioni inutilmente divisive o semplificatorie”.
In chiusura Magi rinnova “ancora una volta la nostra disponibilità a collaborare con la Regione Lazio, come del resto già fatto in passato, per individuare soluzioni concrete e sostenibili, nella consapevolezza che la tutela della salute pubblica richiede uno sforzo condiviso e una visione di lungo periodo d una armonia tra gli operatori che garantisca serenità ai cittadini che si rivolgono al Ssn in un momento di loro difficoltà e fragilità e che certo non hanno bisogno di vedere tensione tra componenti del team che li cura ed assiste ma armonia e collaborazione. Difendere la sanità pubblica – conclude – significa anche tutelare tutti coloro i quali, ogni giorno, ne garantiscono il funzionamento. Su questo punto non possono e non devono esserci né ambiguità né inutili fughe in avanti a tutela di qualcuno, chiunque esso sia”.

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