La bellezza è riscoprire il valore della dignità: apre così lo psichiatra alla platea di ragazzi. “Liberatevi dalle autocensure, da quelle imposte dagli algoritmi che controllano ogni nostra sillaba e la nostra stessa esistenza!”. La generazione degli attuali quarantenni è essa stessa preda della tecnologia e di nessun esempio per i propri figli, sottolinea.
Il teatro scoppia in una fragorosa risata allorché lo scrittore richiama l’immagine del papà di turno che ricorre ad Alexa anche per spegnere le luci di casa. Parla al maschile, Crepet, e si dice convinto che non si combatterebbero guerre se ai piani alti del comando ci fossero più donne. Ma si può sbagliare, sostiene, perché siamo esseri imperfetti alla ricerca dell’armonia.
Poi rincuora i presenti: “Gli adolescenti di ogni generazione lottano contro l’ansia e l’angoscia. Sono fisiologiche della crescita e non serve necessariamente uno psicologo a scuola”.
L’inquietudine dei ragazzi va sostenuta, esorta, “perché un giovane che non sia inquieto è inquietante”.

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