“Nelle parole della neo segretaria del Pd riecheggiano, purtroppo, gli umori e le opinioni dell’ex segretario del Pd. Stessa memoria corta e stessa ingratitudine”. E’ la replica di Pina Fontanella e Anna Maria Mollica, della segreteria provinciale AVS, di Mario Moccia coordinatore del PSI, nonché dei tre consiglieri comunali degli anzidetti partiti, Giovanna Megna AVS, Angelo Miceli e Luigi Diego Perifano (nella foto) di Avanti-PSI. Non hanno gradito le considerazioni espresse da Filomena Marcantonio circa le motivazioni che hanno precluso al Partito democratico di rieleggere il secondo rappresentante in consiglio provinciale, infatti Floriana Fioretti non l’ha spuntata per soli 247 voti ponderati (sarebbe bastata una sola scheda rossa). A parere della segretaria dem, numeri alla mano, il PD ha anzitutto pagato il venir meno dei tre grandi elettori di Benevento (Perifano, Miceli e Megna) che dal 2021 in poi avevano votato sempre il Pd. In effetti, i tre totalizzano 1950 voti ponderati. “Purtroppo, in questa occasione, nonostante i nostri vari ed accorati appelli ad organizzare un fronte comune (che avrebbe permesso di mirare alla elezione di ben tre consiglieri) è stata compiuta una scelta di rottura dell’alleanza progressista presentata alle ultime comunali di Benevento. Scelta sterile di cui si sono giovati Mastella e le liste di Destra”. Ma, ecco il punto di vista dei promotori, con i tre sindaci dissidenti Pd, della lista “Sannio Bene Comune”: “Pur non essendo iscritti al Pd, per ben due turni elettorali abbiamo fatto i donatori di sangue, consentendo l’elezione in Consiglio Provinciale di rappresentanti del solo Pd, che di fatto ha raccolto l’intero risultato di quella convergenza. Ci saremmo aspettati, almeno questa volta, un atteggiamento diverso, ed invece “gli accorati appelli ad organizzare un fronte comune” sono consistiti, da parte dell’ex segretario Pd, nella convocazione a mezzo WhatsApp – modalità assai singolare per relazioni tra forze politiche – finalizzata al solito risultato: voi dateci i voti, noi scegliamo chi eleggere. L’arroganza elevata all’ennesima potenza nei confronti di partiti alleati. Detto ciò, appare sorprendente l’affermazione secondo cui il Pd non avrebbe centrato per 247 voti il secondo quoziente a causa delle autonome e legittime scelte di altri partiti, come Psi e Avs”.

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