Rider: pm Milano dispone controllo giudiziario per Deliveroo Italy (2)

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(Adnkronos) – Un mese dopo la misura chiesta dalla stessa Procura per Foodinho-Glovo (40.000 riders) arriva il medesimo provvedimento d’urgenza per Deliveroo Italy srl e il pm Storari indica in Massimiliano Poppi l’amministratore giudiziario affinché “controlli il rispetto delle norme e delle condizioni lavorative”, “proceda alla regolarizzazione dei lavoratori” e “adotti adeguate misure e idonei assetti organizzativi al fine di evitare il ripetersi di fenomeni” di presunto caporalato.
Anche nel caso di Deliveroo, sebbene i rider appaiano lavorare con partita Iva autonoma in regime fiscale forfettario, per i carabinieri del Nucleo Tutela Lavoro e per il pm la società li utilizza come lavoratori dipendenti, perché ne “gestisce la prestazione lavorativa attraverso una piattaforma informatica che predefinisce l’ambiente operativo, governa la prestazione tramite stati operativi digitali, geolocalizza costantemente i prestatori d’opera, misura la disponibilità e la performance del lavoratore, e collega questi indici alla retribuzione”. Per chi indaga il ciclofattorino non è davvero autonomo, ma ‘diretto’ dalla piattaforma che incide su paga e performance.
Nel decreto di 60 pagine, “emerge una sostanziale prevalenza di rider che percepiscono un reddito netto annuo sotto soglia di povertà”. In particolare, “assumendo il solo fatturato attribuibile a Deliveroo 2025, risultano sotto soglia 30 rider su 40 (pari al 81,1%). (…). Se, invece, il raffronto viene svolto con i livelli retributivi previsti dal Ccnl di riferimento (Logistica, Trasporto Merci e Spedizione), lo scostamento tra quanto effettivamente percepito e i redditi netti minimi determinati dal Ccnl risulta ulteriormente più marcato” fino a 35 casi su 37 (pari al 94,6%) assumendo il solo fatturato Deliveroo.

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