Un anno, poco più. La consiliatura sta per imboccare il suo ultimo scorcio e, nelle stanze di Palazzo Mosti, è già diventata una frenesia interrogarsi su ricandidature e chance di poter risalire i gradini di quello che, sino a circa mezzo secolo fa, era l’Istituto magistrale “Guacci”.
Teoricamente, il tempo che manca alla fine del mandato quinquennale sarebbe più ridotto, in quanto le Comunali si svolsero nell’ottobre del 2021. Ma, i Municipi che hanno votato in sessioni straordinarie durante l’emergenza Covid-19 (settembre 2020 e ottobre 2021) vedranno il proprio mandato esteso fino alla primavera 2026 e alla primavera 2027, rispettivamente.
Slittamento che serve a riallineare le scadenze elettorali alla finestra ordinaria primaverile. Di tempo ce ne sarebbe, quindi, per avventurarsi in calcoli, previsioni, analisi e percentuali necessari a far delineare la prossima geografia consiliare. Ma, da quando le voci sulla possibilità di dar vita al campo largo si sono infittite, c’è stata un’accelerazione e per molti sta diventando una seria preoccupazione il pensiero della rielezione.
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