Il Pd non esclude il campo largo, ma non è disponibile ad essere subalterno. Musica per le orecchie di Marcella Sorrentino, segretaria di Noi di centro, invitata come gli omologhi del centrosinistra al congresso provinciale che i democrat celebreranno stamani a Palazzo Paolo V, assise che segnerà il passaggio del testimone da Giovanni Cacciano a Filomena Marcantonio. E’ lei l’unica candidata, sarà lei a guidare i dem per i prossimi anni. Ed è, appunto, Marcantonio che traccerà la linea:
“Siamo impegnati, anche nel Sannio, per la costruzione di un’ampia maggioranza di centrosinistra sul modello che ha condotto alla conferma del governo della Campania”.
Quindi, via libera al campo largo e, soprattutto, via libera a Mastella. Che poi lo si condizioni al non voler essere subalterni, questo non è un problema. Figuriamoci se il segretario nazionale di Noi di centro che, non è un mistero, insegue spasmodicamente il sogno di far ritorno a Roma da parlamentare, farà fallire il progetto per voler imporre regole e nomi.
Anzi, a dimostrazione delle sue buone intenzioni, è opinione diffusa che non esiterebbe a riconoscere al Pd già il presidente della Provincia, convergendo su un candidato a mezzadria, individuato ovviamente tra quelli già con lui sintonizzati, tra i più convinti assertori della necessità del campo largo.
“Il Partito Democratico del Sannio – dice Filomena Marcantonio nella sua relazione – ha interpretato una storia politica chiara, frutto dell’impegno e della passione di tanti militanti. Una storia cui nessuno può mancare di rispetto o può immaginare di svilire. Siamo stati tra i precursori del campo largo, allorché a gennaio del 2021 sottoscrivemmo un accordo con i 5Stelle in vista delle elezioni amministrative nella città di Benevento. Da allora è nato un rapporto privilegiato con i partners nazionali del Centro Sinistra, a partire dai 5 Stelle ed AVS, e con gli interpreti del Civismo locale come Civico 22. Da qui ripartiamo, nella consapevolezza delle innegabili tipicità del quadro politico del centro sinistra sannita. È in questo quadro che dobbiamo misurare la capacità del nostro «fare politica», senza preclusioni ideologiche o personalistiche. È in questo quadro che dobbiamo affrontare bisogni dei nostri territori sempre più fragili e smarriti. Con ogni evidenza, siamo in una diversa fase politica che richiede a Tutti ed a Ciascuno un supplemento di responsabilità per arginare quelle destre che sono sempre più ostaggio di modelli illiberali se non autoritari”.

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