Ormai non vi sono più dubbi: per il rinnovo del consiglio provinciale si voterà il 28 febbraio. Le chance che alle urne si potesse andare in autunno, come richiesto dall’Unione Province d’Italia, sono naufragate del tutto con la bocciatura, da parte delle Commissioni I e V della Camera dei deputati (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni) e (Bilancio, tesoro e programmazione), dell’emendamento proposto dal Partito democratico, con Simona Bonafé e Gianni Cuperlo tra i primi firmatari. Epilogo, comunque, che non ha destato sorpresa. L’emendamento era stato proposto pure nell’ambito del cosiddetto decreto elezioni, ma la commissione non lo aveva approvato, visto il parere negativo del Governo.
Pertanto, non era ipotizzabile, dopo pochi giorni, una clamorosa retromarcia da parte dello stesso Governo in merito allo stesso emendamento riproposto nell’ambito del “Milleproroghe”. Percorso, per la verità, immaginato già dal deputato di Fratelli d’Italia Alessandro Amorese, il cui emendamento, lo stesso che proporrà poi il Pd, non era stato ritenuto ammissibile.

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