Roma, 11 feb. (Adnkronos) – “Questo decreto fa una scelta infelice, molto grave, che dà un pugno in faccia a 5 mln di cittadini italiani che per ragioni di studio, lavoro e salute sono lontani dalla loro residenza e che non potranno esercitare il loro diritto di voto in occasione del referendum costituzionale, come invece è accaduto per le europee 2024 e per il referendum sul lavoro 2025”. Lo ha detto il senatore del Pd, Dario Parrini, vicepresidente della Commissione Affari costituzionali.
“E’ una scelta grave – ha proseguito Parrini – anche per le spiegazioni che la maggioranza ha fornito durante il dibattito in commissione e in Aula. Il centrodestra ha sostenuto che si tratta di un atto per il quale non ci sarebbe il tempo per gli adempimenti tecnici entro il 22 e 23 marzo. Peccato che quella data non è stata decisa da un destino cinico e baro, ma è stata una scelta politica, che il governo avrebbe anche anticipato al 1 marzo se non ci fosse stata la petizione popolare sul quesito. Inoltre l’Esecutivo Meloni detiene il record di decreti-legge, credo ne abbia fatti oltre 120, su emergenze vere ed emergenze false, non poteva inserire una norma sui fuorisede in questo decreto?”.
“E perché non c’è una legge sul voto dei fuorisede nel nostro Paese? Non c’è a causa dell’ostruzionismo insistito e sfacciato della destra contro questa normativa. La verità è che la destra ha deciso di escludere dal diritto di voto 5 milioni di cittadine e cittadini italiani, atto ancora più grave perché avviene su un referendum costituzionale e nel contesto del dibattito pubblico sulle cause dell’astensionismo e su come limitarlo. Il messaggio che la maggioranza manda è che sta cercando di fare tutto il possibile per ostacolare il voto e ciò non è accettabile, è vergognoso”.
