Pd: Gori, ‘per essere credibile forza governo no a promesse irrealizzabili’

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Roma, 6 feb. (Adnkronos) – “Per essere credibili come forza di governo bisogna assumere la realtà come base dell’azione politica”. Lo dice Giorgio Gori intervenendo alla Direzione Pd soffermandosi su alcuni punti. “Primo punto: la difesa dell’Europa, tema di enorme rilievo e urgenza, su cui a Bruxelles e a Strasburgo abbiamo molto lavorato e discusso in questi mesi. In più occasioni, anche se non oggi, la segretaria ha ripetuto che il Pd è favore della difesa comune europea e contro il riarmo delle singole nazioni. Giusto, dal punto di vista ideale”.
“Ma -osserva l’eurodeputato Pd- c’è un dato di realtà da considerare. E la realtà è che la difesa non è una competenza dell’Unione. E’ invece, al pari della politica estera, una competenza degli Stati membri. La difesa comune europea è il nostro orizzonte, e quando avremo gli Stati Uniti d’Europa sarà un altro discorso. Ma oggi – e la difesa dell’Europa è una questione che si pone oggi– partire dagli Stati nazionali è una scelta che non ha alternative. Ovviamente lavorando per evitare la frammentazione e gli sprechi del passato”.
“Altra cosa. Si cita spesso Pedro Sanchez, che si sarebbe rifiutato di alzare le spese militari come richiesto da Trump. Non è proprio così. Sanchez ha condiviso – al pari di tutti gli altri leader europei – gli obiettivi di capacità definiti dalla Nato l’estate scorsa, quelli che portano a stimare nel 3.5% del Pil la spesa militare per la difesa. Semplicemente ha detto che riuscirà a raggiungerli spendendo meno, il 2,1% del Pil anziché il 3,5. Ma non scambierei un espediente ‘estetico’ per una linea politica, perché la realtà è che la Spagna farà esattamente quel che faranno gli Paesi membri della Nato – e non potrebbe essere diversamente”.
“Altro esempio -aggiunge Gori- la mozione del Pd sulle pensioni. Tutti sanno che i conti pubblici sono appesi ai conti delle pensioni, che a loro volta sono appesi al meccanismo che adegua l’età pensionabile all’aumento delle aspettative di vita” e mi “sarei quindi aspettato un duro attacco al governo per la scelta demagogica di diluire su tre anni lo scatto previsto nel 2026. E invece no, l’abbiamo accusato del contrario, e abbiamo anzi proposto l’abolizione dell’adeguamento. Cosa che – secondo i conti della Ragioneria dello Stato – porterebbe in 20 anni ad aumentare il debito pubblico di 450 miliardi”.
“Fatemi capire: come nasce questa cosa? Sono 15 anni che il Pd difende la legge Fornero dagli assalti di Salvini. Abbiamo introdotto altre misure come l’Ape Sociale, Opzione Donna, tutele per i lavori usuranti e i lavoratori precoci, ma mai abbiamo messo in discussione quel principio, per la semplice ragione che se lo metti in discussione viene giù tutto. Se l’idea è quella di contrastare i populisti con promesse che non potremo mai mantenere, be’, dubito che questo ci renderà più credibili come forza di governo”.

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