Bosnia: cecchini a Sarajevo, procura Milano indaga su viaggi e registri frontiera

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Milano, 6 feb. (Adnkronos) – Documenti di viaggio e registri ai valichi di frontiera. E’ su questo scambio di informazioni, e non solo, che si concentra l’attenzione della Procura di Milano per cercare di ricostruire dinamiche e volti dei cosidetti ‘cecchini del week end’, cittadini stranieri che pagavano per andare a sparare ai civili a Sarajevo tra il 1993 e il 1995 durante la guerra nell’allora Jugoslavia. In particolare, l’attenzione si concentrata sul recupero di vecchi biglietti aerei, ma anche dei passaggi in auto dai valichi – per i quali era richiesto il passaporto – che allora separavano in modo netto l’Italia dai Paesi balcanici.
Certificati che potrebbero confermare la presenza di alcune persone ora sotto la lente dell’inchiesta coordinata dal procuratore capo Marcello Viola e dal pubblico ministero Alessandro Gobbis.
Lunedì 9 febbraio è atteso l’interrogatorio dell’ex autotrasportatore di 80 anni indagato per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti e futili. L’anziano, che vive in provincia di Pordenone, si sarebbe vantato con dei conoscenti di essere stato tra coloro che andavano a uccidere oltre confine. Già dalla prossima settimana non è escluso che il numero degli indagati sia destinato a salire.

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