Vincenzo Falzarano di Airola e Antonello Caporaso di Ponte sono due sindaci che figurano nella lista “Unione dei moderati” per conto di Forza Italia.
Per gli altri tre rappresentanti berlusconiani, la decisione è slittata ad oggi, quindi le certezze sancite ieri sera dalla segreteria provinciale sono limitate ai due candidati anzidetti.
Gli altri 5 saranno espressi da Fratelli d’Italia. Sicuri Ester D’Afflitto di Morcone, Giuseppe Stravino di Airola e Mauro Parente di Cerreto Sannita.
Rinnovamento totale, quindi, della rappresentanza dei due partiti alla Rocca dei Rettori, in quanto non si ripresenteranno il meloniano Gaetano Mauriello (e neppure Carmine Agostinelli) ed i forzisti Vincenzo Fuschini e Anna Iachetti.
A proposito di quest’ultima, pare che il deputato Francesco Rubano volesse puntare su un’altra consigliera di Montesarchio, Tullia Savignano che si era proposta a nome del gruppo: sul suo nome ci sarebbe stata una trattativa con l’area che fa riferimento a Cesare Striani, nell’ambito di questi contatti, Rubano, per correttezza, avrebbe chiesto di risanare la posizione di Anna Iachetta all’interno del gruppo di maggioranza, affidandole deleghe o, in alternativa, un posto in giunta.
Per Striani, però, i dissapori con la Iachetta sarebbero troppo forti, quindi non c’era disponibilità a sostenere Savignano qualora la sua candidatura fosse stata subordinata a tale vincolo. Rubano, dal suo canto, per riguardo ad Anna Iachetta, ha ritenuto di non poter favorire l’elezione di altro componente della sua stessa maggioranza senza addivenire ad una ricomposizione del gruppo di maggioranza.
A quel punto, il leader sannita di Forza Italia avrebbe formulato una seconda proposta: una candidatura tra Cesare Striani, Palma Viscione e la vicesindaca Morena Cecere, ma anche la subordinata ha dovuto registrare un diniego, dovuto all’invalicabile muro eretto nei confronti delIa consigliera provinciale uscente. Dopodiché, Striani ha optato per la candidatura in Noi di centro.
In definitiva, Rubano puntava su Tullia Savignano sempre che il gruppo di Forza Italia fosse stato coeso, sicuramente avrebbe visto spalancarsi il portone della Rocca dei Rettori.
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