La mozione è sbagliata, il consiglio non può essere convocato. La vicenda della Comunità Montana del Taburno assume, ormai, i contorni di una telenovela. A sostenere la non validità del documento di sfiducia presentato il 17 dicembre dai consiglieri Stefano Diglio in rappresentanza del Comune di Arpaia, Carlo Coppolaro di Cautano, Gerardo Perna Petrone di Forchia, Giacomo Buonanno di Moiano, Anna Buzzo di Sant’Agata dei Goti, Pompilio Forgione di Solopaca e Raffaele Scarinzi di Vitulano, è il presidente Gennaro Caporaso, colui che i sette vorrebbero scalzare. In una nota inviata al prefetto Moscarella, che lo aveva diffidato a convocare il Consiglio Generale per la discussione e votazione della mozione di sfiducia, il presidente eccepisce alcune incongruenze, eccezioni che gli impedirebbero di dare riscontro all’invito prefettizio di riunire, entro e non oltre oggi, il Consiglio Generale, ponendo all’ordine del giorno l’esame della mozione di sfiducia costruttiva.
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