Indubbiamente ha pesato e non poco il rapporto privilegiato tra esecutivo italiano e l’amministrazione Usa nella svolta, positiva, del caso dazi su produttori ed esportatori di pasta italiana nella federazione statunitense: ridimensionata la gabella che i produttori italiani, e tra loro l’azienda sannita “Rummo”, dovrà pagare al fisco a stelle e strisce.
Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha riparametrato le aliquote dei dazi antidumping applicati nei confronti di dodici produttori pasta italiani. In particolare per la Rummo l’aliquota viene fissata al 9,09%: certo dato quantitativo non irrilevante ma non disastroso come aliquota intorno al 90% precedentemente ipotizzata.
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