Castelvenere, bene confiscato alla mafia diventa centro sociale

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“Oggi è un rudere, nascosto tra la vegetazione incolta in campagna, ma potrebbe ben presto trasformarsi in un centro diurno e di coabitazione sociale per l’inclusione delle persone che vivono in condizioni di esclusione”. È l’auspicio del primo cittadino Alessandro Di Santo che come Comune ha partecipato al bando pubblico per la presentazione di proposte d’intervento per la selezione di progetti di valorizzazione di beni confiscati alle mafie, da finanziarsi nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

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