Il tennis riaccende i motori: cosa aspettarci dagli azzurri agli Australian Open

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A differenza del 2019, anno in cui il nostro tennis ha raggiunto i livelli più alti della sua storia recente, per i tennisti azzurri il 2020 è stato un anno di alti e bassi. Complice anche la difficile situazione sanitaria che ha profondamente rivoluzionato e condizionato il calendario, il nostro Matteo Berrettini non è riuscito a confermare quanto di buono aveva fatto solo pochi mesi prima, quando riuscì a chiudere la stagione tra i primi otto tennisti al mondo e a guadagnarsi il pass per le ATP Finals di Londra. In compenso i tifosi azzurri si sono goduti la crescita esponenziale di Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Lorenzo Sonego che si candidano come le possibili rivelazioni anche della prossima stagione.

Berrettini e Sinner sono attesi al salto di qualità


Nel 2019 la crescita di Matteo Berrettini fu fulminea ed esponenziale. Nell’arco di pochi mesi, grazie alla vittoria di diversi tornei e alle semifinali raggiunte e poi perse agli US Open contro uno straordinario Rafa Nadal, l’alfiere romano era riuscito a guadagnarsi il pass per il torneo che premia i migliori otto tennisti dell’anno solare, dove riuscì anche a conquistare la prima vittoria azzurra nella competizione contro l’austriaco Thiem. Nel 2020, pertanto, Berrettini era atteso al definitivo salto di qualità che gli avrebbe permesso di risiedere stabilmente nelle prime posizioni della classifica ma così non è stato e oltre ad aver fallito la qualificazione alle Nitto ATP Finals è addirittura uscito dalla TOP 10. Dopo aver iniziato la nuova stagione partecipando al torneo di Antalya dove però non è andato oltre il terzo turno, al 12 gennaio, secondo le scommesse tennis di Betway, a quota 12, Matteo si candida come una delle possibili sorprese per la vittoria degli Australian Open in corso di svolgimento in queste settimane, subito alle spalle del solito Novak Djokovic individuato ancora una volta come uomo da battere. Il 2020, però, non ci ha riservato solo delusioni ma, anzi, ci ha anche regalato uno Jannik Sinner che pare destinato a diventare uno dei futuri dominatori del tennis mondiale. Dotato di fondamentali eccelsi e di un fisico statuario, il giovane altoatesino ha dimostrato di essere forte anche di testa, crescendo di settimana in settimana come solo i grandissimi sanno fare e, pertanto, in vista del 2021 sono in molti a pensare che il giovane Jannik possa iniziare a portarsi a casa i primi tornei importanti.

Musetti, Fognini e Sonego: passato, presente e futuro del nostro tennis


Oltre a Sinner, negli ultimi mesi della passata stagione altri due italiani sono riusciti ad alzare sensibilmente il livello del proprio gioco e fanno ben sperare in vista del nuovo anno. Stiamo parlando dei due Lorenzo del tennis azzurro, Sonego e Musetti, che seppure con caratteristiche fisiche e tecniche completamente diverse tra loro rappresentano il presente e il futuro del nostro movimento. Sonego, dotato di un servizio potentissimo e di ottime doti fisiche era atteso al salto di qualità da diversi anni ma vuoi per un motivo, vuoi per un altro, non era ancora riuscito a esprimere appieno tutto il proprio potenziale. O meglio, non c’era riuscito fino a quando al torneo di Vienna non si è sbarazzato in soli due set di un Nole Djokovic incredulo, per poi perdere in finale solo contro un Rublëv in grande spolvero. Se, come abbiamo avuto modo di vedere, in molti avevano immaginato che questo sarebbe stato l’anno della consacrazione di Sonego, in pochi avrebbero potuto prevedere che a soli 18 anni Lorenzo Musetti potesse essere già così competitivo anche tra i più grandi e, se possibile, Musetti sembra dotato di ancor maggior talento rispetto al suo amico Sinner che però, dal canto suo, vanta già una struttura fisica e una potenza da “grande” giocatore.

Nell’attesa che Fabio Fognini torni ai suoi livelli dopo le due operazioni alla caviglia che hanno condizionato il suo 2020, il carrozzone del tennis internazionale è finalmente ripartito e non vediamo l’ora di scoprire cosa riusciranno a fare i nostri talenti. Raramente il nostro movimento aveva prodotto così tanti giocatori di qualità e chissà che questa generazione non possa riuscire a regalare ai tifosi azzurri un titolo dello Slam.