Rubriche – Quando Sant’Antonio lasciò un suo ritratto ad Apice: nel borgo sannita uno dei primi conventi italiani dei Cappuccini

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Agli inizi del sec. XVI Matteo da Bascio, minore osservante della Marca di Ancona, decise di restaurare in seno al movimento francescano il primitivo spirito monacale: maggiore disciplina, vita eremitica e libera predicazione. A breve nacque una nuova congregazione, che fu riconosciuta da papa Clemente VII nel 1528 e denominata dei “Frati Minori della vita eremitica”. Solo più tardi agli adepti fu dato Il nome di “cappuccini” dalla caratteristica del saio che indossavano: un cappuccio più lungo e appuntito. La sua diffusione fu rapida: nel 1571 i Cappuccini in Italia erano oltre tremila e nel 1574 erano presenti in Francia, dove il cappuccino J. du Tremblay fu amico e confidente di Richelieu.

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