Stadio ‘Vigorito’, ultimatum del dirigente: “Nessun’altra proroga”

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Nel mare magnum della gestione degli impianti sportivi, da molti anni si sprecano i tentativi di mettere ordine a un groviglio in cui si intrecciano interessi economici, valori sociali delle attività e normative stringenti sugli obblighi dei privati verso il Comune e di quest’ultimo nei confronti dei contribuenti e anche nei confronti di organismi di controllo come la Corte dei Conti. E l’audizione che ieri in commissione Sport ha visto protagonista il dirigente Alessandro Verdicchio è stata salutare non solo per fare chiarezza sulla condizione di diverse situazioni ma anche per chiamare tutti, compresi gli stessi consiglieri, ad assumersi responsabilità ormai ineludibili. Tutto ciò Verdicchio lo ha rappresentato non solo verbalmente, ma anche in un articolato documento in cui non ha nascosto nulla, anche sulla questione più incandescente quella dello stadio ‘Ciro Vigorito’. Sulla questione, un recente bilaterale tra Oreste Vigorito e Clemente Mastella ha ottenuto almeno il risultato di sbrigare la questione delle utenze. Assai più complesso è il nodo delle procedure e del quadro normativo con il Comune (proprietario dell’impianto) concede alla società di fruirne.

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