L’arte di Giuseppe Martorelli

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Per un bel po’ di tempo sulla parete, dietro la scrivania del mio ufficio nella Reggia di Caserta, è stato collocato un dipinto che, ancor oggi mi torna piacevolmente in memoria: il ritratto di Ferdinando II. L’autore è Giuseppe Martorelli, pittore accademico, contemporaneo di Carlo De Falco, esponente della corrente neoclassica, è documentato nel secondo quarto del XIX secolo. L’opera, firmata e datata 1848, propone Ferdinando II in abiti militare: la tenuta è quella di Capitano generale del Regno, capo supremo dell’esercito, con fascia ad armacollo e decorazioni. E non poteva essere diversamente, considerato che Ferdinando II fin dalla giovane età s’interessa alle uniformi militari, come alle esercitazioni e alle manovre, indiscusso è “il suo entusiasmo per la disciplina militare, la sua predilezione per le riviste e le sfilate”; durante il suo Regno, le uniformi rosse delle guardie borboniche diventano turchine, mentre i cavalieri indossano tuniche turchine e calzoni rossi. Le parate, oltremodo sfarzose, assumono grande rilievo: per la festa di Piedigrotta dell’otto settembre 1838, oltre a sfilare 20.000 fanti e 3.500 cavalleggeri e 112, si schierano 112 cannoni (H. Acton, Gli ultimi Borboni di Napoli, 1981).

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