Depurazione, la mossa di Palazzo Mosti

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L’amministrazione tenta una mossa per uscire dall’empasse sull’obbligo assoluto, che provoca da mesi molto malcontento tra le categorie produttive cittadine, di poter rilasciare Scia e certificati edilizi senza che sia preventivamente presentato anche un progetto per la depurazione autonoma. Un aggravio di spese per imprese del settore edile e commerciale che certamente non ha fatto saltare in aria tappi di spumante. L’amministrazione però esegue semplicemente quanto disposto dal Giudice per le indagini preliminari Flavio Cusani che ha prescritto il 6 aprile scorso a dirigenti e amministratori di “evitare l’adozione di provvedimenti e atti amministrativi che aggravino la portata inquinanti dei collettori incriminati”. Di conseguenza il dirigente Maurizio Perlingieri ha fatto divieto di concedere nuovi permessi a costruire e nuovi permessi di abitabilità senza che si acquisito il progetto di autonoma depurazione in tutte le zone non servite da impianti in funzione (tutte in città tranne Capodimonte, Ponte Tavole, Pontecorvo e zona Asi).

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