Benevento, per Lucioni è il giorno della verità

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Ore 10.30, uffici della Procura Nazionale Antidoping al Foro Italico. L’appuntamento è di quelli importanti per Fabio Lucioni che questa mattina potrà finalmente difendersi da quell’accusa infamante di aver utilizzato un farmaco per alterare le proprie prestazioni sportive. Questo è l’addebito disciplinare mosso al capitano del Benevento che, dallo scorso 22 settembre, è stato sospeso in via cautelare per esser risultato positivo a un controllo antidoping effettuato dalla Nado-Italia al termine della gara interna con il Torino (provvedimento che decadrà trascorsi 60 giorni dalla data di comunicazione, anche se, su richiesta della PNA, potrà esserci una proroga di ulteriori 30 giorni). Accuse che il difensore ha immediatamente respinto, chiarendo sin da subito l’assoluta assenza di intenzionalità di violazione delle norme sportive antidoping. Non appena ha appreso la notizia, Lucioni infatti ha dichiarato che la positività al Clostebol Metabolita, riscontrata nel test effettuato lo scorso 10 settembre è derivata dall’utilizzo, nei giorni precedenti alla partita, di un comunissimo spray (Trofodermin) indicato per le abrasioni e somministrato alla presenza del medico sociale del Benevento Calcio. È su questo aspetto che insisterà anche la difesa, rappresentata da Saverio Sticchi Damiani che il capitano ha scelto come legale.

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