Il Benevento va in castigo per provare a voltare pagina

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Il Benevento ha smesso di comportarsi da squadra, sta mostrando un’anima sbiadita che suscita pensieri cupi e stende ombre sul prosieguo della stagione. La crisi ora è profonda e lo certificano i numeri: sei sconfitte nelle ultime dieci gare, quattro nell’ultimo mese, dieci punti in meno raccolti rispetto al girone d’andata, con 12 gol in più subiti e tre in meno realizzati. E pensare che, alla 15esima giornata d’andata, il Benevento si trovava a due punti dal primo posto; ora, se si prendessero in considerazione solo le 15 partite giocate nel ritorno, la formazione di Baroni si troverebbe a tre lunghezze di vantaggio sulla zona play out. Il Benevento non morde più, non ringhia più come nella prima parte del campionato. Perché? Sono finite le scorte motivazionali? Può essere, ma vanno ritrovate in fretta perché la stagione sta sfuggendo di mano e gli eroi di ieri rischiano di diventare i fardelli del domani. Baroni ha provato a risolvere le grane e a risollevare la squadra dal profondo torpore in cui è piombata, mescolando le carte, tappando le falle, correggendo gli incarichi: non è servito a nulla, anzi ha solo peggiorato le cose. Da qui, la decisione di andare in ritiro a oltranza per rialzare la testa, per aggrapparsi alla dignità dei suoi calciatori, per ridare un senso alla stagione anche a costo di applicare un deciso giro di vite. I play off sono l’ultimo scoglio per tutti: chi vuole aggrapparsi, dovrà farlo adesso. Prima che sia troppo tardi.

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