Droga, Locatelli (Sitox): “Nuove sostanze e intossicazioni, rafforzare sorveglianza'”

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Bologna, 9 giu. (dall’inviata di Adnkronos Francesca Filippi) – Non solo nuove droghe. Le emergenze tossicologiche che arrivano nei Pronto soccorso e nei Centri antiveleni raccontano un panorama sempre più complesso: sostanze psicoattive difficili da identificare, farmaci usati in modo improprio, prodotti ad alta concentrazione di principi attivi, tossine naturali, grandi emergenze e necessità di sistemi di vigilanza e allerta sempre più rapidi. È a questo scenario che il 23esimo congresso nazionale della Società italiana di tossicologia – Sitox, in corso a Bologna dall’8 al 10 giugno 2026 dedica ampio spazio di dibattito, con sessioni sulla tossicologia clinica nell’emergenza tossicologica, sull’esperienza dei Centri Antiveleni italiani, sulle nuove droghe, sui sistemi di vigilanza e allerta per le intossicazioni, sulle grandi emergenze e sulla Scorta nazionale antidoti e farmaci.
“Le intossicazioni sono una spia precoce dei nuovi rischi per la salute pubblica – sottolinea Carlo Locatelli, già presidente Sitox e direttore dell’Uo Tossicologia, Centro Antiveleni e Centro nazionale di Informazione tossicologica dell’Irccs Maugeri di Pavia -. I casi che arrivano nei Pronto soccorso e nei Centri Antiveleni ci dicono spesso prima di altri sistemi quali sostanze stanno circolando in un dato momento, quali comportamenti stanno cambiando e quali emergenze dobbiamo prepararci ad affrontare”.
Tra le sostanze che preoccupano gli esperti ci sono gli oppioidi sintetici, compresi i nitazeni, molecole ad alta potenza che possono provocare quadri clinici gravi e non sempre immediatamente riconoscibili. “In questi casi – spiega Locatelli – non basta sapere che il paziente ha assunto una sostanza: bisogna capire quale, con quali effetti, con quali associazioni e con quali strumenti diagnostico-terapeutici intervenire”.

L’allerta riguarda anche fenomeni recenti che coinvolgono soprattutto i giovani. È il caso dell’uso improprio di farmaci di largo consumo, come il paracetamolo, di psicofarmaci o di prodotti presentati in forme apparentemente familiari, come il cosiddetto “miele da sballo”, salito alla cronaca dopo il caso di un 17enne finito in coma in provincia di Napoli dopo averne ingerito un cucchiaino. “Il punto critico è la falsa percezione di sicurezza – osserva Locatelli-. Una sostanza proposta come alimento, caramella, dolce o prodotto “familiare”, può essere sottovalutata, soprattutto dagli adolescenti. Ma concentrazioni elevate di principio attivo possono provocare intossicazioni importanti e richiedere un intervento urgente”.
In questo scenario, i Centri Antiveleni rappresentano un nodo essenziale della rete dell’emergenza: supportano i Pronto soccorso e tutti i servizi d’urgenza, orientano le decisioni cliniche, raccolgono informazioni sui casi e aiutano anche le Istituzioni a intercettare fenomeni emergenti. “La risposta all’intossicazione non può dipendere solo dal singolo ospedale – conclude Locatelli -. Servono percorsi condivisi, laboratori aggiornati, formazione degli operatori e un collegamento stabile tra Centri Antiveleni, emergenza-urgenza, tossicologia forense, SerD, e sistemi di allerta. Solo così l’emergenza può anche sviluppare prevenzione”.

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