(Adnkronos) – Gli Stati Uniti non abbandoneranno l’Europa, non usciranno dalla Nato e non intendono sacrificare l’Ucraina per raggiungere un accordo con Vladimir Putin. Ma allo stesso tempo Washington chiede agli alleati europei maggiore iniziativa, più capacità di assumersi responsabilità e una strategia comune per affrontare la competizione con la Cina.
È il messaggio emerso dall’incontro organizzato dalla Fondazione Alleanza Nazionale con James Jay Carafano, senior counselor della Heritage Foundation e tra i più ascoltati esponenti dell’universo conservatore americano vicino all’amministrazione Trump.
L’evento, introdotto dal vicepresidente della Fondazione AN Antonio Giordano e dal direttore scientifico Francesco Giubilei, ha riunito esponenti politici, analisti e giornalisti per un confronto sui rapporti transatlantici, sulla guerra in Ucraina, sulla Cina e sul futuro dell’Occidente.
Dopo l’intervento dell’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, presidente della commissione Affari europei del Senato, Carafano ha respinto con forza la narrazione di un disimpegno americano dal continente europeo.
“Negli ultimi sei mesi abbiamo visto più coinvolgimento americano in Europa di quanto ne abbiamo visto nei quattro anni dell’amministrazione Biden”, ha sostenuto, citando investimenti nel settore energetico, accordi digitali e progressi sul fronte commerciale.
Secondo l’analista della Heritage Foundation, l’errore più frequente è giudicare Donald Trump dalle dichiarazioni e non dai risultati concreti.
“La strategia americana esiste ed è molto chiara”, ha spiegato. Da un lato c’è un approccio pragmatico, basato sui risultati e non sulle affinità ideologiche. Dall’altro, la volontà di costruire una rete di Paesi e governi “like-minded”, accomunati da priorità simili su sicurezza, energia, immigrazione e Cina, per rafforzare il fronte occidentale.
L’Adnkronos, presente all’incontro, ha fatto a Carafano una domanda sull’evoluzione dei rapporti tra Washington e Pechino, alla luce dell’incontro tra Trump e Xi Jinping a Pechino, e in vista dei tre possibili incontri da qui a fine anno (Washington, Apec Summit, G20 a MIami),

