Immobili: CleanBnB, 5 strategie per gestire al meglio affitto breve

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Roma, 2 dic. (Labitalia) – “Che la formula della locazione a breve termine sia molto vantaggiosa per i proprietari di seconde case è un dato di fatto. Un appartamento di medie dimensioni a Milano, in grado di accogliere almeno 4 ospiti per soggiorno, è di norma molto più vantaggioso di un affitto tradizionale. Questo a condizione che l’immobile venga gestito con la dovuta professionalità, sfruttando strumenti evoluti di tariffazione dinamica che permettano tassi di occupazione mensile superiori alla media della località”. Ad affermarlo Francesco Zorgno, co-founder di CleanBnB, il più diffuso gestore italiano nel settore degli affitti brevi, primo operatore a quotarsi in Borsa, aprendo i lavori del V Forum della ricettività in appartamento organizzato da ResCasa Lombardia in collaborazione con Confcommercio Milano.
Ma come raggiungere questi obiettivi? Il presidente di CleanBnB Spa, società leader nel mercato degli affitti brevi con oltre 700 abitazioni in 47 città italiane, rivela 5 segreti per massimizzare i guadagni, svolgendo l’attività di gestione degli appartamenti con professionalità e intelligenza.
Ecco le parole chiave che ogni Property Manager dovrebbe sempre tenere bene a mente.
1. COMPETENZE TRASVERSALI. Un Property Manager che sappia fare il proprio lavoro deve possedere molteplici competenze nel mondo complesso del settore turistico e di quello immobiliare. È chiaro che nessuno può avere una preparazione tanto vasta senza esperienza.
Ma come fare se si stanno muovendo i primi passi nel settore? “Oggi la sola esperienza di gestione non basta più: è importante potersi rivolgere a partner qualificati che offrano una formazione in tutti gli ambiti necessari. Oggi, stiamo iniziando a parlare di corsi e possibilità formative riconosciute ed erogate da soggetti istituzionali. Un approccio strutturato e certificato alla formazione degli addetti al settore è più che mai opportuno e finalmente sta per diventare realtà, grazie all’iniziativa di ResCasa”, sottolinea Francesco Zorgno.
I campi in cui è importante essere preparati sono davvero molti. Un Property Manager professionale deve saper valorizzare l’oggetto del proprio lavoro, che non è ormai semplicemente un immobile, ma un’esperienza di soggiorno a tutto tondo. Deve essere in grado di relazionarsi con gli ospiti e gestire la proprietà interfacciandosi con tutti i fornitori di servizi. Il tutto con la massima attenzione agli aspetti normativi, amministrativi e fiscali connessi all’affitto breve.
2. INNOVAZIONE. Quando si lavora in un settore che vive una forte espansione come quello degli affitti brevi, le possibilità di innovare si moltiplicano. “Tra i compiti del Property Manager c’è anche quello di informarsi sulle innovazioni a disposizione per migliorare i servizi offerti e semplificare il proprio lavoro. Oggi è possibile adottare delle tecnologie che agevolano la gestione degli appartamenti: dalle piattaforme software per tenere tutto sotto controllo, come tassi di occupazione e guadagni, ai sistemi automatici di gestione degli accessi agli immobili”, sottolinea il presidente di CleanBnB.
“Molto interessanti sono poi le soluzione offerte dalle Ota in termini di visibilità e i sistemi di tariffazione dinamica, che consentono di massimizzare le entrate in base alle richieste di mercato. Una strategia imprescindibile per guadagnare davvero dagli affitti brevi”, aggiunge. La buona notizia è che le tecnologie dedicate a questo mercato hanno prezzi accessibili a tutti, dal proprietario del singolo appartamento alla grande società di gestione. In un mercato che si fa sempre più competitivo, puntare sull’innovazione è un aspetto critico per mantenere la redditività sul lungo periodo.
3. RISPETTO DELLE REGOLE. “Lavorare con trasparenza, nel rispetto della normativa, è indispensabile per operare in assoluta serenità. Ma non basta. Bisogna essere capaci di interpretare i regolamenti in modo corretto e informarsi sulle diverse normative amministrative, che cambiano nelle varie località in cui si opera”, chiarisce Zorgno. È fondamentale, quindi, per ogni proprietario o gestore che mette in affitto un appartamento, dialogare con le amministrazioni locali, che stanno iniziando ad aggiornarsi in materia ma spesso non hanno ancora dimestichezza con lo strumento dell’affitto breve.
4. GARANZIA DEGLI STANDARD. Non esistono solo le leggi scritte, stabilite dalle istituzioni. Un Property Manager deve rispettare tutta una serie di procedure che garantiscono, per esempio, la migliore modalità di affitto breve in un condominio. In quest’ottica è importante che l’ospite venga adeguatamente istruito perché rispetti il regolamento condominiale.
“Quando si parla di standard si tocca il cuore della missione dei Property Manager, che per lavorare bene devono sì fare in modo che l’appartamento sia molto accogliente, ma soprattutto offrire un servizio di altissima qualità. A fare la differenza ormai non è tanto l’immobile in sé, ma il livello di servizio associato alla gestione dell’ospite e della proprietà”, racconta Zorgno.
5. REPUTAZIONE. “La reputazione di chi gestisce un appartamento in affitto breve – dice Zorgno – rappresenta il valore massimo per un gestore. Solo questo può permettere di conquistare la fiducia di nuovi proprietari di immobili e, al tempo stesso, attrarre ospiti sempre più esigenti. La reputazione di chi si occupa della proprietà è elemento essenziale per mantenere elevati tassi di occupazione, e redditività superiori alla media”. Oggi, l’elemento reputazionale è un fattore critico di successo, condizione minima per scalare concretamente il mercato. “Un elemento chiave che spiega la strategia di crescita di CleanBnB, e la finalità della quotazione in Borsa dello scorso luglio”, conclude.