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  • Scintille tra il responsabile Adesioni del PdL e il vice di Cimitile
  • Emergenza neve, Cataldo all’attacco di Barbieri

  • «Sannio in ginocchio. A nulla sono valsi i suoi super poteri»

BENEVENTO - Il maltempo imperversa, mettendo a dura prova il Sannio, e gli animi si surriscaldano. E dalle polemiche si passa al match. Dopo la piccata e accesa reazione di Antonio Barbieri, vice presidente della Provincia, alle dichiarazioni-denuncia della deputata PdL, Nunzia De Girolamo, alla contro-replica ci pensa il responsabile Adesioni del Popolo della Libertà, Giuseppe Cataldo. “La neve – dice - ci ha dato la possibilità di divertirci con i nostri bambini e, di certo, di rallentare le nostre attività quotidiane e questo è il lato poetico della cosa”, ma, tuona Cataldo, “senza nulla togliere al romanticismo della  città e della provincia imbiancate, ci chiediamo se l’allerta meteo sia stata gestita con la dovuta attenzione e con la necessaria organizzazione. Se è vero, infatti, che il fenomeno è stato esteso ed abbastanza inusuale è anche vero che l’ “emergenza” era segnalata da settimane e che il tutto,  a parer nostro, poteva essere fatto con maggiore solerzia e determinazione”. Insomma, Cataldo si assesta sulla stessa lunghezza d’onda della coordinatrice sannita del Popolo della Libertà, e passa al contro-attacco. Nel mirino il Barbieri “furioso” per le accuse della De Girolamo che aveva denunciato una gestione inefficiente dell’emergenza neve da parte dell’amministrazione provinciale, inchiodando alle loro responsabilità il doppio vertice Cimitile-Barbieri.
Sferzante, Cataldo dice che “a nulla sembrano aver portato i super poteri del vice Presidente Barbieri, che dichiara di un suo attivismo in prima persona, ed è sembrato del tutto lacunosa l’unità di crisi sia della provincia che del comune capoluogo. Mezzi spazzaneve e spargisale inadeguati, viabilità rallentata, interi paesi e contrade senza energia elettrica e acqua, questa la dura realtà sebbene qualcuno ci dica cosa diverse. Alzi la mano – aggiunge lapidario - chi non ha vissuto disaggi sproporzionati rispetto al fenomeno meteo che in altre realtà sarebbe stato gestito senza particolari problemi”. Barbieri aveva infatti rassicurato sulle condizioni nella provincia alle prese con neve e gelo, quasi negando l’esistenza di uno stato d’emergenza. Ma solo ieri il presidente Cimitile ha chiesto alla Regione Campania di dichiarare lo Stato di calamità naturale per la provincia sannita, segno che un’emergenza c’è, eccome.
“Ma siamo in Italia – denuncia il responsabile Adesioni del PdL -, nell’Italia delle emergenze continue, in quell’Italia che tutti vorremo cambiare e rendere più efficiente e meno “macchiettista”. In provincia di Benevento poi siamo sopra la media nazionale anche se a detta dei nostri vertici tutto funziona correttamente e problemi paiono non esserci. Così assistiamo ad una strenua difesa degli operati e ad una continuo “canto” che esalta la bontà della nostra provincia”.
Per Cataldo la più grande nevicata dopo quella del 1985 ha portato il Sannio in un caos da tregenda. Mentre a disturbare sono anche i toni rassicuranti e ottimistici spalmati dal vice Barbieri, nella piccata replica a De Girolamo: “Senza far polemiche - incalza Cataldo - credo che per avere la stessa visione delle cose si debba organizzare un tour della provincia, anzi sarebbe dovuto accadere tra giovedì e venerdì notte, mi sarei offerto anche come autista, per portare in giro i nostri super amministratori a guardare una provincia in ginocchio e perché no una città capoluogo piegata”.
Comune e Provincia, per Cataldo, sono due facce della stessa medaglia: “Nessuno confonde le due cose ma le due cose sono unite dal medesimo filo conduttore: un centro sinistra sannita pasticcione ed incapace di gestire l’ordinario e lo straordinario”. Poi l’affondo è tutto per Cimitile e Barbieri:  “Non si offendano se qualcuno li mette di fronte alla dura realtà: loro due da soli, nonostante siano “prescelti” a far grandi imprese, anzi in un caso qualcuno è un“precettato”, essendo stato prelevato dal centrodestra per le sue indubbie doti di politica trentennali e per salvare una provincia che sarebbe caduta nell’immediato,  non ce la possono fare circondati da tutto il vuoto che li avvolge.
Siamo, comunque, disposti se ne hanno bisogno a dargli una mano magari facendoli riposare dall’eccessivo lavoro per un po’ di tempo al caldo delle loro case: sarebbe un bene per l’intera collettività”.