ARPAISE - Una querelle senza fine che dura ormai da più di un anno. Accuse al vetriolo e rimpalli di responsabilità. Botta e risposta a distanza tra chi ha perso casa e lavoro e chi – il primo cittadino – si difende sottolineando che è stato fatto e si sta facendo il possibile per cercare di dare risposte ai cittadini colpiti dalla violenza inaudita di quella maledetta frana del 3 dicembre 2010. Ma la verità dove è? E’ possibile che ad oggi non si riesca ancora a dare una risposta concreta (perché di risposte ne sono state date tante) ad un cittadino, o meglio ai cittadini che sono stati violentati da quell’orribile frana? E’ possibile che ci siano ancora poche luci e tante ombre? E intanto c’è gente che, al di là se abbia un posto nel quale dormire, fatto sta che non ha più niente, se non – al momento - un pugno di mosche in mano: niente casa, niente albergo. Niente di niente se non la voglia di restare lì dove è, e di continuare a lavorare lì dove è nato e lì dove probabilmente vuole anche poter finire – il più lontano possibile – i suoi giorni.
Al vetriolo Giacomo Papa capogruppo di opposizione al Comune di Arpaise.
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