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L’Esecutivo chiede di uscire dal Consorzio di bonifica dell’Ufita

PADULI - L’amministrazione comunale ha ratificato con una formale deliberazione della Giunta comunale la richiesta finalizzata ad un’estromissione del territorio di Paduli dal consorzio di bonifica dell’Ufita.
Questa consorzio viene riconosciuto con decreto del Ministero dell’Agricoltura nel 1934. Esso opera in un territorio molto esteso su 72.744 ettari di superficie, di cui 15.627 in provincia di Benevento e comprende otto comuni del Sannio, tra cui quello di Paduli.
Il rapporto tra i costi derivanti dalla permanenza di Paduli in tale consorzio ed i benefici che ne deriverebbero alla comunità padulese sarebbero sconvenienti e per tale ragione si chiede l’uscita del comune di Paduli dal consorzio di bonifica dell’Ufita.
La delibera ratificata dalla Giunta, guidata da Michele Feleppa, richiama un precedente pronunciamento del Consiglio comunale padulese con il quale si chiedeva alla Regione Campania la possibile eliminazione dei Consorzi di Bonifica, tra cui quello dell’Ufita in cui è ricompreso il comune di Paduli, poiché essi costituiscono un “costo eccessivo rispetto al reale beneficio che ne conseguono i cittadini”.
Già quindi in questa precedente deliberazione del civico consesso di Paduli, che risale al 2007, si richiedeva agli organismi regionali di consentire all’Ente di uscire da tale consorzio, tenendo conto che sarebbe violato il principio dell’articolo 12 della legge regionale numero 4 del 2003 che stabilisce come vincolante una stretta relazione tra il beneficio conseguito dai beni immobili ed il pagamento corrisposto dal comune in favore dei consorzi di bonifica.
Queste richieste non hanno però sinora avuto alcun esito e dunque la Giunta reitera con un formale atto di deliberazione l’istanza di estromissione dell’intero territorio comunale di Paduli dal consorzio di bonifica dell’Ufita, richiamandosi agli articoli 18 e 33 della legge regionale numero 23 del 2003.
L’amministrazione padulese precisa poi nel documento approvato dall’Esecutivo che in caso di mancato riscontro da parte degli organismi regionali preposti “si procederà ad adire le vie legali per ottenere il riconoscimento delle ragioni del comune di Paduli”.